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Seahaven, un grande ritorno con l’album ‘Halo of Hurt’

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di Irene Tempestini

 

I Seahaven tornano con un album introspettivo, dalla forte carica emotiva. Halo of Hurt è top album Zest di novembre

Non sembrava possibile e invece i californiani Seahaven sono tornati, dopo sei anni di silenzio, con un nuovo album dal titolo ‘Halo of Hurt’, che uscirà il 20 novembre, per Pure Noise Records.  Halo of Hurt è un album riflessivo, contenente tanti stimoli diversi che vanno a scavare dentro la parte più profonda di noi. Un album rock molto emotivo, caratterizzato da un sottile dramma che affiora in ogni brano, ora in maniera più tacita, ora più dirompente.

Il cantante Kyle Soto ha confermato che nell’album c’è un’ansia di fondo, derivata dal lungo stop della band a partire dal 2014, anno in cui, dopo il grande successo ottenuto, decisero di fermarsi. Fondamentale il recente incontro con Jake Round, fondatore della Pure Noise Records (e fan di lunga data dei Seahaven), che ha dato carta bianca alla band nella realizzazione del nuovo album, spronandoli a tornare a fare musica. I Seahaven hanno completato l’LP autoprodotto presso lo studio Another Recording Company di Omaha, Nebraska, all’inizio del 2020, pochi giorni prima che gran parte del paese fosse in lockdown e i loro fan non si sono mai ‘spenti’ anzi, li hanno sempre sostenuti sul web, chiedendo quando sarebbero tornati e incitandoli a riprendere a fare musica.

Nove tracce dai suoni ricercati, caratterizzate da continui cambi ritmici, con fermate e ripartenze, in un’alternanza di stili compositivi diversi che lasciano senza parole per la difficoltà e per l’equilibrio che comunque non viene mai meno, nonostante le variazioni.

Void è lo struggente inizio dell’album, con suoni evocativi che accompagnano la voce drammatica pronta all’esplosione rock di batteria e chitarra.

Moon è un brano incisivo, drammatico, dai toni cupi e sprezzanti. Molte le virate ritmiche, sempre ben ponderate. Dandelion ci avvolge con il delicato riff iniziale di chitarra, aprendo la strada ad un tappeto di note angoscianti, come ricca di dramma è la voce. Un brano catartico, come lo è tutta la produzione dei Seahaven.

I Don’t Belong Here è un’altra traccia in cui è sempre presente il filo sottile di quel dramma intimo tipico della band. Immancabili gli stop and go e le dinamiche in continua evoluzione.

Lose è un brano morbido, quasi sussurrato, di grande intensità.

Harbor è una delle composizioni più belle dell’album, con le sue dinamiche coinvolgenti e l’interpretazione sentita di Kyle, che si mette completamente a nudo per tutta la durata dell’album. Un grande interprete, senza ombra di dubbio.

Living Hell prosegue sulla scia delle continue variazioni di armonie e dinamiche, a cui ci hanno abituato i Seahaven. Come sempre suoni e voce esprimono un mondo interiore fatto di dubbi, angosce, tormenti e questa forte emotività arriva dritta, assorbendoci totalmente.

Bait con un equilibrato gioco tra suoni e voce, assorbiti in un vortice incessante, ci conduce al gran finale con Eraser, altra traccia splendida, profonda e malinconica, introspettiva ed emozionante come un guanto di velluto che ci accarezza l’anima e ci mette di fronte alle nostre sensazioni più intime e sincere.

Halo of Hurt, un album coraggioso, un ritorno importante che mette ancora una volta a nudo una band ricca di qualità compositive, che non ha paura di toccare corde profonde e inquietanti, spesso intrappolate ma che devono essere fatte vibrare, per poter trovare quel giusto equilibrio tanto anelato da ogni essere umano.

Ottimo ritorno Seahaven!

Seahaven On Line

Seahaven, Halo of Hurt top album Zest di novembre

Seahaven, Halo of Hurt tracklisting:

  1. Void
  2. Moon
  3. Dandelion
  4. I Don’t Belong Here
  5. Lose
  6. Harbor
  7. Living Hell
  8. Bait
  9. Eraser

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Guarda e ascolta Bait:

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