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Jerry Cantrell – Recensione di Brighten, top album del mese

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jerry cantrell cover album brighten

 

di Irene Tempestini

 

Jerry Cantrell ha pubblicato il nuovo album dal titolo Brighten, di cui è anche coproduttore. Hanno collaborato all’album molti artisti tra cui Duff McKagan, Greg Puciato, Gil Sharone e Abe Laboriel. Leggi la recensione

 

Jerry Cantrell e il totale imbarazzo che mi assale ogni volta che mi accingo a scrivere di lui. Come annunciarlo, definirlo, cosa dire per non cadere nell’ovvietà assoluta? Sì perchè è difficile pensare di dover scrivere presentazioni dettagliate per Sir Jerry Cantrell, signori lettori.

Magari per i più giovani diciamo che stiamo parlando di un cantante, compositore, chitarrista e co-fondatore degli Alice In Chains, sì gli Alice In Chains, i nostri, i miei, amati AIC, che hanno segnato un’epoca irripetibile, nonchè i gusti musicali di chi scrive. Non parliamo, non ce n’è bisogno, della ferita mai risargita legata alla storia degli AIC. In fondo è giusto concentrarsi solo su quello che è avvenuto dopo quel dramma e, nello specifico, sul nuovo progetto di Jerry Cantrell, che continua a donarci, generosamente, il suo inesauribile e inestimabile talento.

Ed eccolo ‘Brighten’, il nuovo album uscito lo scorso 29 ottobre. Contiene 9 tracce, ed è coprodotto dallo stesso Cantrell con il compositore Tyler Bates [300, John Wick] e Paul Fig, ingegnere del suono di lunga data. Un elenco importante di artisti ha collaborato al progetto, tra questi il bassista Duff McKagan dei Guns N’ Roses e Loaded, il cantante Greg Puciato dei Dillinger Escape Plan, che ha contribuito ai cori, i batteristi Gil Sharone e Abe Laboriel (Paul McCartney). E ancora Michael Rozon, Vincent Jones, Jordan Lewis, Matias Ambrogi-Torres e Lola Bates. Una schiera di musicisti che ha contribuito a dare alle stampe un grande album, mixato da Joe Barresi [Tool, Queens of the Stone Age].

Atone è il ‘pezzone’ che vorresti proprio aprisse l’album, perché ha in sè tutti gli ingredienti unici e immediatamente riconoscibili delle produzioni di Cantrell. Molto belli il bridge, carico di pathos, e le sferzate di chitarra che accompagnano fino alla chiusura del brano. Brighten è la degna title track, con i suoi riff di chitarra inequivocabili. Bella la melodia. Prism of Doubt ci avvolge nelle sue atmosfere ampie, con i tappeti musicali guidati dalla chitarra, protagonista di ogni lavoro firmato Cantrell. Black Hearts And Evil Done inizia con una delicata chitarra acustica che ci introduce alla voce calda di Jerry e ai successivi suoni che, uno dopo l’altro, vanno a riempire la melodia.

Siren Song vede ancora protagonista inizialmente la chitarra acustica, che apre la strada agli altri strumenti. Molto belle le linee melodiche e il cantato carico di emozione. Una delle tracce più belle dell’album. Had To Know si fa notare per la sua intensità, mentre Nobody Breaks You è un brano che sa già di inno, con le sue sonorità cariche di sentimento, nel quale chitarra acustica ed elettrica si dividono equamente la scena. Ottimo il cambio marcia nella ritmica del brano, dato dall’assolo di chitarra. Emozionante.

Dismembered è un’ulteriore traccia dalle melodie ampie, rese uniche e inconfondibili dalla voce di Jerry. Ancora una volta spettacolari i cambi nella ritmica. Chiude l’album Goodbye, un brano da brividi, nel quale voce, melodia, suoni, cori sfiorano l’anima come fossero soffice velluto. Emozionante.

Sir Cantrell non delude mai, sarà un’ovvietà, ma è sempre bene ricordarsi chi sono i veri grandi e cosa può uscire dal loro magico ed infinito cilindro.

 

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