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‘Riverbero’, la personale di Enrica Borghi, a Villa Borromeo d’Adda

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Enrica Borghi, Riverbero, 2021, courtesy of the artist

 

di Redazione

‘Riverbero’, la personale di Enrica Borghi, apre il 9 aprile a Villa Borromeo d’Adda di Arcore

 

‘Riverbero’ è la personale di arte contemporanea di Enrica Borghi che andrà a occupare, dal 9 aprile fino al 7 giugno, le stanze della storica Villa Borromeo d’Adda di Arcore. Un interscambio fruttuoso tra passato e presente, tra antico e moderno, con le opere esposte che si mettono in dialogo con la storia del luogo, ne colgono e ne amplificano il ricordo, la reinterpretano in una continuità che non vuole creare cesure o sottolineare contrasti con il passato ma diventarne parte, proiezione, riverbero, appunto.

Dove ci aspetteremmo materiali preziosi troviamo oggetti di scarto, packaging, elementi di riciclo strappati dai cestini della raccolta differenziata della plastica. Con una sorprendente eleganza, frammenti dei detersivi che ossessionano la quotidiana “guerra batteriologica” e che getteremmo via fanno rivivere la storia di un luogo. La riportano nel qui e ora della stringente riflessione contemporanea sul tema del “rifiuto”.

La mostra intreccia quindi tre motivi fondamentali, da sempre molto presenti nella ricerca di Enrica Borghi: la relazione con l’ambiente circostante e la sua storia passata e presente, il tema ambientalista e la “questione femminile”.

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Per l’occasione, oltre alle consuete installazioni composte da materiali poveri e di recupero, Enrica Borghi ha realizzato alcuni nuovi lavori in cui fa dialogare elementi di “natura”, come una serie di fotografie dedicate alla Villa e al suo splendido parco. Fotografie che elaborano la visione attraverso dei filtri ottenuti dal colore di contenitori in plastica e che ricordano i filtri o le gelatine degli anni Settanta. In tema di “riverbero” con gli statuari lampadari di Murano presenti nella Villa verrà esposta l’opera realizzata nell’estate 2020 a Murano, presso lo Studio Berengo, dedicato al tema dell’inquinamento della laguna di Venezia intitolata “Grey Laguna”.

Compaiono inoltre due “corazze” che fanno dialogare materiali dissonanti come lane grezze con plastiche dei contenitori dei detergenti di uso quotidiano. Le due armature simulano la protezione di donne guerriere, facendo emergere citazioni da Hans Ruedi Giger ma anche il panno della mantella di cappuccetto rosso, gli abiti di Pierre Cardin degli anni Sessanta e i film di Mad Max. Le corazze sono un progetto realizzato in collaborazione con l’ITS TAM di Biella e le lane “etiche” di Gomitolorosa.

Enrica Borghi, Corazze, 2021, foto di Damiano Andreotti

Enrica Borghi, Corazze, 2021, foto di Damiano Andreotti

Inoltre, in omaggio a Federico Faruffini, protagonista della mostra ospitata nello stesso periodo nei sotterranei della Villa, l’artista ha realizzato un’installazione ispirata a “Toletta antica”, capolavoro del pittore ottocentesco del quale la Borghi ha colto, come elemento specifico e condiviso, l’attenzione particolare per il mondo femminile.

Enrica Borghi, Toeletta 1865 dedicato a Federico Faruffini, 2021

Enrica Borghi, Toeletta 1865 dedicato a Federico Faruffini, 2021

Con un’ironia sferzante ma mai aggressiva, Veneri artificiali composte di unghie finte ricompongono un giardino d’inverno, gioielli di plastica dialogano con pietre preziose realizzati dal maestro orafo di Valenza Margherita Burgener e arazzi di materiale di recupero intrecciati a telaio ricordano il “pattern” della coperta della nonna. Tutto questo abita – tra sogno e realtà, tra verità e illusione, tra naturale e artificiale – le stanze della villa giocando con la storia, con l’identità femminile, con l’evoluzione del gusto e con il sempre urgente problema ecologista.

Enrica Borghi, Mandala (particolare), 2000-2021, foto di Studio Giudicianni&Biffi

Enrica Borghi, Mandala (particolare), 2000-2021, foto di Studio Giudicianni&Biffi

Enrica Borghi, Mandala, 2000-2021, foto di Studio Giudicianni&Biffi

Enrica Borghi, Mandala, 2000-2021, foto di Studio Giudicianni&Biffi

BIO:

Enrica Borghi vive e lavora sulle colline del Lago d’Orta. Si diploma in Scultura all’Accademia di Belle Arti di Brera, a Milano, nel 1989. Insegna Materie Plastiche presso il Liceo Artistico “F. Casorati” di Romagnano. È Fondatrice e Presidente dell’Associazione Culturale Asilo Bianco. Tra le numerose personali ha esposto al Castello di Rivoli, alla Galleria d’Arte Moderna di Bologna, al MAMAC di Nizza, al Musée des Beaux-Arts di Bordeaux e all’Estorick Collection di Londra, ricordiamo inoltre l’installazione “Luci d’Artista” a Torino, presente dal 1998 con “Palle di Neve”. Enrica Borghi lavora soprattutto con i materiali di scarto, ridando vita e bellezza a oggetti destinati a essere gettati nei rifiuti. Nella sua indagine ha un ruolo di rilievo l’universo femminile, da lei esplorato come immaginario estetico ma anche nelle pratiche e nelle ritualità. Le sue opere sono frutto di processi “alchemici” capaci di trasformare i rifiuti in oggetti nuovamente seducenti.

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Catalogo, edizione d’artista, in mostra

con testi di: Simona Bartolena e Pierre Padovani

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L’artista e gli organizzatori ringraziano per il loro fondamentale aiuto nella realizzazione della mostra:

Nuova Mini Plastic, ITS TAM Biella, Gomitolorosa, Lorenzo, Fantini S.p.a., Va-Albertoni S.r.l, Di Gennaro S.p.a, Orsini, Maggiore Fiori di Bacci Lorenzo.

Ringraziano inoltre:

Studio Anna Fileppo, Prof.ssa Silvia Moglia e Giovanna Calogero dell’ITS TAM Biella,Patrizia Rossello, Monica Chiabrando, Aldo Buzio, Esther De Santo, Artbite, Studio Berengo Murano, Chiara Di Gennaro, Walter e Stefania Albertoni, Elisabetta Albizzati e Pierre Padovani.

Le corazze sono un progetto condiviso e realizzato con gli studenti dell’ITS TAM di Biella utilizzando la lana di Gomitolorosa, associazione che, facendo leva sul recupero delle lane autoctone, supporta diverse campagne per la salute.

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Riverbero

Enrica Borghi

9 aprile – 7 giugno 2021

Villa Borromeo d’Adda

Largo Vincenzo Vela, 1 Arcore, MB

INGRESSO GRATUITO

Una mostra promossa e sostenuta dal Comune di Arcore

a cura di Simona Bartolena e Pierre Padovani

coordinamento, organizzazione e realizzazione heart – PULSAZIONI CULTURALI

con il supporto di Ponte43

in collaborazione con Associazione Asilo Bianco

Enrica Borghi Online

 

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