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Us As Effigies, intervista al duo drone – ambient norvegese

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Us As Effigies, Frontcover Nodula

 

di Irene Tempestini

 

Chiamata a pensare alla Norvegia, la mente inizia a vagare tra lande innevate, ere glaciali, fiordi, invasioni vichinghe e leggende. Un brivido sale su per la schiena, nonostante la Norvegia non sia una terra così fredda, e i suoi inverni siano  tutt’altro che rigidi, ma piuttosto simili ai nostri. Indiscutibilmente l’alone di mistero e l’aurea leggendaria che accompagnano da sempre tutto il Nord Europa, contribuiscono a rendere questa nazione così attraente.

 

Nello specifico però la Norvegia è anche un paese prolifico culturalmente, culla di premi nobel per la letteratura, terra natia di Edvard Munch il cui dipinto più famoso, l’ Urlo, non ha certo bisogno di presentazioni. E musicalmente? Musicalmente la Norvegia è molto attiva e variegata,  ed è conosciuta nel mondo grazie a importanti realtà che spaziano dalla classica all’elettronica, dal rock alternativo al black metal. Da tempo però, ad attrarre fortemente la nostra attenzione, è soprattutto la scena elettronica norvegese (e nordica in generale), così ricca e promettente, della quale fanno parte molte realtà davvero interessanti.

 

Tra queste abbiamo scovato un duo drone-ambient di Oslo, gli Us As Effigies, il cui album “Nodula” contiene otto tracce interamente scritte, prodotte e registrate dai due componenti la band, Christer Lunder & Bjørn Rummelhoff-Hansen. Musicisti di grande esperienza, il loro gusto musicale è fortemente influenzato, lo hanno confermato loro stessi, da artisti quali Mogwai, Explosions In The Sky, Godspeed You Black Emperor, Stars Of The Lid, Autechre, Biosphere, Boards Of Canada, Aphex Twin, Plaid, Allan Holdsworth, Squarepusher. 

 

Curiosi di conoscerli meglio, abbiamo messo in moto la macchina di ZestToday e li abbiamo raggiunti virtualmente nella loro Oslo, dove ci hanno accolti con estrema gentilezza e disponibilità.

 

Gli Us As Effigies sono un duo formatosi nel 2014; precedentemente avete militato in diverse band. Iniziamo a conoscervi parlando del vostro passato artistico, di come vi siete conosciuti e di come è nato il progetto Us As Effigies.

“Siamo cresciuti nello stesso quartiere e abbiamo frequentato lo stesso club, dove entrambi iniziammo a suonare in alcune band. Inizialmente suonavamo in band diverse, poi un giorno, nel 1995, abbiamo deciso di formarne una nostra, gli Shave, con i quali abbiamo registrato il nostro primo album nel 1996. Successivamente abbiamo suonato in band post-rock, rock, metal, elettroniche, pop, rap, hip hop e lo facciamo tutt’ora. Siamo felici di essere sempre stati aperti ai più diversi stili e generi musicali, così siamo cresciuti musicalmente nutrendoci delle varie diversità musicali e culturali. In un modo o nell’altro abbiamo dato il nostro contributo a band quali i Bellmann, Jack in The Box, Nordafor, Fræy, Shave, Jester, Gatas Parlament, per citarne alcune. Gli Us As Effigies sono nati perché volevamo una band con la quale improvvisare e usare fields recording, senza limiti e restrizioni.”

 

Perchè il nome Us As Effigies?

“Non c’è un motivo profondo che ci ha spinto alla scelta del nome, ci piaceva il suono e forse siamo stati influenzati da alcune notizie e immagini. Sicuramente abbiamo le nostre convinzioni politiche e le idee chiare sugli abusi di potere praticati da alcuni leaders mondiali, ma non abbiamo intenzione, con la nostra band o con il suo nome, di trasmettere messaggi politici.”

 

Nodula è un album drone-ambient. Che cosa ha ispirato la sua realizzazione? E quali tecniche musicali avete usato?

“Sentivamo già da tempo la necessità di approcciarci alla nostra musicalità in maniera diretta, attraverso l’improvvisazione. Tutte le tracce dell’album infatti sono frutto di jam, alle quali abbiamo aggiunto/mixato alcuni field recording, per concludere con qualche piccolo ritocco e lavoro di editing. Il nostro obiettivo era quello di catturare il momento della creazione, senza distruggere la magia di quell’ istante. Ovviamente abbiamo dovuto scendere a compromessi musicali, per quanto riguarda la lunghezza delle tracce, le variazioni di mood, gli accordi. A lavoro concluso possiamo dire di essere soddisfatti  del risultato. Non abbiamo usato molti strumenti, ma solo mix di chitarra/synth, chitarra/piano, chitarra/organo e spesso soltanto chitarra. Nelle quattro versioni di Nodula, ad esempio, ci sono soltanto chitarre e ovviamente molti riverberi e delay. L’intero lavoro di registrazione e mixaggio lo abbiamo fatto noi, nel nostro studio; l’album è distribuito dalla nostra etichetta UAE Records e da Petroglyph Music.”

 

L’album, come già avete accennato, ha 4 canzoni tutte col titolo Nodula (I-II-III-IV). Perché? E come avete scelto il titolo per l’album?

“Le Quattro tracce sono parte della stessa lunga improvvisazione. Da questa abbiamo tratto le parti migliori e ne abbiamo ricavato le 4 tracce. Abbiamo scelto di intitolare Nodula l’album perché il suo ascolto riconduce sempre a quella jam. Certo, non sono 4 tracce uguali, ma sono comunque molto simili tra loro, quasi come fosse un concept-album. Così abbiamo pensato, perché non intitolare l’album Nodula? E lo abbiamo fatto.”

 

L’artwork, nella sua semplicità, è davvero molto bello. Chi lo ha realizzato e cosa rappresenta?    

“Tutti i nostri artwork sono realizzati da Robin Snasen Rengård, un bravissimo graphic designer oltre che un eccellente artista electronic/avant-garde conosciuto col nome di Snasen. Siamo molto soddisfatti dell’artwork di questo album e della cover del CD, così come di altri lavori grafici che abbiamo usato per altre nostre produzioni.”

 

La musica drone-ambient stimola molte emozioni, tutte riconducibili ad una profonda dimensione spirituale. Quanto è importante per voi la spiritualità?

“In realtà non è così importante per noi. Il nostro obiettivo principale è fare musica e sperare di creare un legame emotivo in chi ascolta, sia esso spirituale, meditativo, di frustrazione, di tristezza. A decidere è comunque chi ascolta.”

 

La Norvegia, così come tutto il Nord Europa, è molto ricca musicalmente. Come vivete la scena musicale del vostro Paese? 

“La scena musicale in Norvegia è abbastanza buona ed è impressionante la sua varietà, se consideriamo il ristretto numero di abitanti. Certamente gli eventi e le opportunità, ad esempio qui ad Oslo, non sono paragonabili a Berlino o Londra, e per i progetti di nicchia come il nostro, le opportunità sono davvero poche. Alcuni artisti norvegesi sono per noi fonte di ispirazione, come ad esempio Biosphere, Deathprod, Alog, The White Birch, Snasen, Jaga Jazzist, Upland.

 

Produrre suoni e composizioni musicali di tale bellezza non è facile. Cosa provate quando la gente etichetta la musica elettronica come mero rumore?

“Ognuno ascolta la musica a modo suo, con un approccio e un’esperienza di ascolto diversi. Ci sarà sempre chi ascolterà una brano e lo apprezzerà, mentre altri lo percepiranno solo come rumore e niente più. Quando si tratta della nostra musica, siamo assolutamente convinti di aver messo insieme dei bei soundscapes, accordi e sì, anche qualche bel rumore. Non pretendiamo però che piacciano a tutti. E siamo anche convinti che della nostra musica potrebbero non piacere la lunghezza eccessiva di alcune tracce, la calma e il drone. Probabilmente solo un vero estimatore di questo genere apprezzerà quello che facciamo. E’ comunque sempre difficile esprimersi sulle proprie produzioni, ma una cosa è certa, se qualcuno ci dice che facciamo solo rumori, non reagiamo in alcun modo perché è quello che sente con le sue orecchie e con il suo cuore.”

 

Nodula contiene una traccia dal titolo Tomorrow… e il vostro domani? Quali progetti dopo Nodula?

“Abbiamo molti progetti e il 2015 sarà un anno impegnativo. Al momento stiamo cercando un video/film/animation artist con cui lavorare e realizzare alcune installazioni audio-video. Non è facile da trovare con un budget ridotto, ma non demordiamo, anche perché crediamo fermamente che la nostra musica renda meglio con installazioni video. Abbiamo poi in cantiere alcune collaborazioni importanti con  Wolves and Horses, un bravissimo artista ambient belga, con il quale inizieremo a produrre a gennaio. Collaboreremo anche con il talentuoso francese Exomène, artista electronic/cinematic/ industrial. E’ uno dei nostri artisti preferiti e siamo molto emozionati di poter collaborare con lui.

Collaboreremo anche con un bravissimo artista scozzese, Negative Spectrum, che produce splendida dark ambient e non vediamo l’ora di ascoltare il risultato di questo incontro musicale. Nel 2015 registreremo anche un nuovo album, ma sicuramente dopo l’estate. Speriamo anche di riuscire a realizzare un EP con l’altro nostro progetto elettronico, i Nordafor.

Siamo anche molto interessati agli artisti emergenti e al modo in cui il business che ruota intorno alla musica deve cambiare per permettere alle nuove leve di farsi conoscere. Qualche tempo fa ci siamo così imbattuti nel gruppo WEATNU, We Are The New Underground, il cui fondatore è Almark Thaolen, un grande artista di musica elettronica. Almark spende molto del suo tempo per questo gruppo che è cresciuto fino a diventare una  piccola comunità. Grazie a  WEATNU sta cambiando il modo con cui la musica elettronica è recepita, grazie all’esposizione libera di musicisti più o meno conosciuti. Gli Us As Effigies sono orgogliosi di far parte di WEATNU.”

 

Tracklist Nodula:

1. Nodula I
2. Brown Rhine (album version)
3. Nodula II
4. Falling Through The Ocean
5. Nodula III
6. Tomorrow
7. Nodula IV
8. Brown Rhine (single version)


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