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Theatra, album in uscita ad ottobre per la rock band lombarda

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Intervista a Nico, voce del gruppo

di Irene Tempestini

- Canzoni “preghiera” che esprimono l’inquietudine del vivere umano e danno voce ai tanti quesiti legati all’esistenza, questo è in estrema sintesi ciò che i lombardi Theatra (di base tra Como e Legnano) hanno voluto esprimere nel loro disco d’esordio  “Genesi 1:27″, che uscirà il prossimo ottobre per l’etichetta Vrec/Audioglobe. Ad anticipare l’album il singolo “Grido in Silenzio”, impreziosito dalla partecipazione di Alessandro Ranzani, voce storica dei milanesi Movida fondati negli anni novanta da Mario Riso. Atmosfere rock e testi importanti per questo album prodotto da Pietro Foresti, mixato e masterizzato a Los Angeles da Sylvia Massy (Red Hot Chili Peppers, Pearl Jam) e Joe Gastwirt (Paul McCartney, The Ramones).

 

Theatra… come siete arrivati alla scelta di un nome così importante?

Diciamo che ci piacciono le cose complesse. A parte gli scherzi, crediamo che esso rappresenti al meglio la nostra musica e ciò che vogliamo esprimere. Dall’etimologia di questo neologismo come su un teatro (theatron, -ou) noi cerchiamo di rappresentare la vita dell’ uomo che si trascina su un palcoscenico vuoto ed oscuro (ater, -a, -um) in preda al dolore intrinseco della sua condizione.

 

Com’è avvenuto l’incontro con Pietro Foresti?

Ricordo che era il maggio del 2009 e con la band antecedente i THEATRA (Burning Evidence) decidemmo di registrare il nostro primo singolo (PAZZIA). Tramite un nostro amico, ci ritrovammo a casa di Pietro che, colpito dalle nostre sonorità e dai testi, decise di iniziare una collaborazione con noi e dopo diversi cambiamenti all’interno della band, un lungo percorso di formazione avvenuto con Alessandro Ranzani e la ricerca di sonorità che esprimessero al meglio i concetti di cui parliamo, si arrivò finalmente alla registrazione dell’album.

 

Finire nelle sapienti mani di Sylvia Massy non è da tutti… cos’avete provato quando vi hanno detto chi avrebbe mixato e masterizzato il vostro lavoro?

Siamo rimasti colpitissimi e davvero entusiasti. Oltretutto ci ha riempiti di orgoglio ed emozione ricevere i personali complimenti di Sylvia.

 

Testi importanti, voce profonda, suoni rock che spesso riconducono anche alle migliori atmosfere grunge…quali sono gli artisti che maggiormente influenzano i Theatra?

A dire la verità il suono dei Theatra è influenzato dall’unione delle menti distorte che lo compongono. Ognuno pensa e vive la musica a suo modo. Le influenze di ognuno di noi abbracciano l’intera espressione musicale umana.

 

Cosa vi ha lasciato in eredità la collaborazione con Alessandro Ranzani nel vostro nuovo singolo “Grido in silenzio”?

Alessandro ha collaborato con noi non solo registrando con noi il singolo “Grido in Silenzio” ma agli albori di questo progetto ci ha dato un vero e proprio scossone! Ci ha insegnato a ordinare e razionalizzare quel marasma di idee e suoni che ci giravano per la testa in una costruzione organica e ben architettata.

 

Genesi 1:27 , il vostro nuovo album, uscirà il prossimo 6 ottobre 2014, data ebraica più accreditata per definire il giorno della creazione…esiste un filo conduttore che lega i testi dei brani contenuti nell’album e che spiega il titolo Genesi 1:27? Credete in qualcosa di “altro”, di sacro, spirituale o “Genesi” per voi rappresenta solo l’inizio di qualcosa di terreno e prettamente fisico?

Il filo conduttore dell’album è presto detto: si parte dallo scardinamento delle certezze umane davanti ad una scelta dolorosa, l’aborto “il bambino senza nome”, passando poi all’immediata reazione al dolore, ovvero “la fuga dell’io”. Quando poi però ci si accorge che correre non serve a nulla e che il dolore è dentro di noi ci si ferma per un “Istante” prima di “Gridare…ma in silenzio”. D’altro canto la vita porta nel 100% dei casi alla morte no? È il nostro “Ciclo vitale”. E allora si cerca la risposta negli albori della specie umana, da “la voce di Adamo”, che già gridava e distribuiva germi di malvagità che ben presto si trasformarono in Guerra mostrando la natura belligerante dell’uomo, di cui un esempio è l’esperienza di Piero che ci porge il grande poeta De Andrè. Ma anche in guerra i sogni degli uomini vivono, anzi, forse, sopravvivono, ma se non resistono al massacro ecco che cresce il “Pensiero Nero”. E in questo delirio di dolore, instabilità ed oscurità, l’uomo tende sempre a cercare le risposte in qualcosa di “altro”, qualcosa di spirituale, che lo affascina ammorbandolo e seducendolo come una donna splendente di luce siderale “Luna”. Ma anche questo tentativo svanisce nell’ineffabilità della verità: non esiste risposta. Quindi, no, per noi Genesi 1:27 indica il momento in cui è stata decisa la natura dell’uomo.

 

 

Come promuoverete l’uscita dell’album? Sono previsti concerti?

Abbiamo già fatto moltissimi concerti nel nord Italia e continueremo a farne da settembre. Ma per promuovere al meglio l’uscita abbiamo intenzione di organizzarci un mini tour nel sud della nostra penisola intorno a Ferragosto. Una vacanza un po’ diversa dal solito insomma.

 

Con chi vorreste dividere il palco in un futuro magari non troppo lontano?

A noi piacerebbe moltissimo condividere il palco con Il Teatro degli Orrori piuttosto che con i Litfiba.

 

Preferite “musica per passione” o “musica per professione”?

Preferiamo decisamente la musica come strumento di espressione quindi “per passione”. Se poi saremo ritenuti buoni comunicatori chissà che la passione non diventi professione.

 

Sempre meno locali per fare musica live, sempre meno talent scout e pochi i produttori disposti ad investire in nuovi progetti…ma ogni tanto qualcuno ce la fa…i musicisti  italiani possono continuare a sperare?

Pensiamo che il musicista italiano o non, suoni per dar voce al suo cuore, e quando la tecnica incontra un buon messaggio si possa continuare a sperare di fare Musica (volutamente con la M maiuscola). Ma se con musicisti italiani si intende chiunque abbia bell’aspetto che possa rientrare in un progetto commerciale già costruito e voce decen….vabbè bell’aspetto, loro ce la faranno sempre!

www.theatra.it

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