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Intervista – Sabba e gli Incensurabili, sognare non è da fessi

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Sabba e gli Incensurabili

 

di Irene Tempestini

 

Sogno e son fesso… chi lo avrebbe mai detto, eppure sembra che oggi sognare sia prerogativa degli stolti. E il disincanto a cui ci sta pericolosamente abituando il continuo vacillare di questo nostro tempo (tra crisi mondiale, disoccupazione e la grande famiglia chiamata Europa che stenta a ingranare), Sabba e Gli Incensurabili lo trascrivono nella loro musica, utilizzata come mezzo di denuncia, e nello specifico nel loro ultimo lavoro “Sogno e son fesso” (gennaio 2015,Full Heads/Audioglobe).

Nei suoi testi Sabba (Salvatore Lampitelli), già voce e chitarra di Franco Del Prete & Sud Express, dichiara palesemente il suo ‘io non ci sto’ a smettere di sognare, perchè la mancanza di sogni priverebbe un’intera generazione del diritto alla speranza, per colpe che appartengono ad altri.

Sabba e gli Incensurabili si raccontano in un'intervista. parlano anche del loro ultimo album dal titolo Sogno e son fesso

Al cantato di Sabba si unisce il sound energico de gli Incensurabili (Luca Costanzo, Alessandro Grossi, Alessandro Mormile e Andrea De Fazio), dando vita ad un mix caratterizzato da leggerezza, freschezza ed ironia, perchè ad arrendersi Sabba e gli Incensurabili non ci pensano proprio, ed il loro vuole essere sempre e comunque un messaggio di speranza.

 

Innanzitutto perché Sabba e gli Incensurabili? E quando e com’è nata questa felice unione?

Sabba è il nome d’arte di Salvatore Lampitelli, autore dei testi e compositore delle musiche per Sabba e Gli Incensurabili, oltre che frontman della band. Gli Incensurabili sono musicisti con un mix di background molto diversi che si fondono in un unico sound, definito “incensurabile” per la scelta delle tematiche, spesso sociali o comunque affrontate sempre con atteggiamento sarcastico e ficcante, appunto libero e non censurabile.

 

Discograficamente tutto inizia nel 2011 con l’EP “Sì, Ma Quanta Gente Porti?” che trae spunto dalla domanda che fa rivoltare lo stomaco a tanti musicisti, e che ormai è d’abitudine sulla bocca di molti gestori di locali. Sabba e gli Incensurabili che cosa rispondono a questi signori?

Beh, rispondiamo sempre con la musica. È così dal 2011: tutti i titoli dei nostri album hanno qualcosa di ironico ma al contempo di provocatorio al loro interno, così come le canzoni che compongono i dischi stessi. Sono 4 anni che siamo incensurabili insieme, e speriamo fortemente che sia solo l’inizio di una lunga sfilza di dischi provocatori e sarcastici che in qualche modo possano accendere una luce su tutta una serie di storture – anche minuscole – che imbarbariscono il Paese.

 

Parliamo del vostro ultimo album “ Sogno e Son Fesso”(gennaio 2015). Le 10 canzoni denunciano forte e chiaro il capitombolo di un Paese, l’Italia, dove regnano pericolosamente sentimenti di paura e incertezza a causa della famigerata crisi. Oltre alla musica, Sabba e gli Incensurabili come non soccombono a questo spauracchio?

Sorridendo. La nostra arma è sempre stata questa. È da sempre così. Pensiamo che questo disco molto più che “Nessuno si senta offeso” parli a una generazione vittima della crisi, raccontando questa volta anche quali sono gli aspetti più intimi e personali, le ripercussioni sulle relazioni, e anche su tutto ciò che interviene in un uomo vittima di un sistema fallimentare, al quale viene tolta dignità anzitutto. Un sorriso questa volta smorzato, ma usato sempre e comunque come unica arma per limitare tutti gli elementi che intervengono in quella che è la crisi più pericolosa, quella umana, la perdita dell’umanità. È un disco che denuncia sorridendo.

 

In radio è in rotazione già da un po’ il brano “Per Resistere” che riassume perfettamente il fil rouge del vostro ultimo lavoro e, più in generale, quella che è la vostra propensione all’uso della musica e del cantato come denuncia, mentre nel contempo incitate a riappropriarsi del diritto alla speranza. Possiamo dire che è il brano che meglio vi rappresenta? E se sì perché?

“Per resistere” è indubbiamente la canzone a cui teniamo di più. Perché resistere non vuole essere stavolta qualcosa di passivo e negativo, bensì un valore, il valore della resistenza non dal punto di vista “politico” ma sociale e umano. Nel verso “via dall’idea che noi non meritiamo di più” è forse racchiuso non solo il senso vero di rivalsa di questo disco ma in generale quello di tutto il progetto.

 

Musicalmente siete una delle band più poliedriche che abbia mai intervistato, visto che la vostra musica è un mix di cantautorato italiano/folk/blues/cabaret rock/swing ‘n roll. Ma  da cosa vi sentite maggiormente influenzati?

Sabba e gli Incensurabili si raccontano in un'intervista. parlano anche del loro ultimo album dal titolo Sogno e son fessoDa niente, per fortuna. Non c’è un aspetto predominante e questa è una fortuna, perché fuggiremo sempre dal tentativo di etichettarci, noi siamo tutti i nostri riferimenti, siamo nati per contaminare, è l’idea portante del progetto, siamo nati per mettere insieme le personalità di musicisti provenienti da esperienze completamente distanti, dall’hard rock al pop, passando per il blues e il folk con la costante del cantautorato italiano, col riferimento costante della bella musica italiana e un atteggiamento completamente distante dai codici e dagli schemi classici nei quali il mercato discografico attuale vorrebbe inchiodare gli artisti e gli ascoltatori.

 

Quale musica ascoltano Sabba e gli Incensurabili?

Snarky Puppy, Frank Sinatra, Prince, Coldplay, Elton John, Sigur Ross, Brian Setzer Orchestra, Kurt Elling, Elvis, Tenco, Jannacci, De Andrè, Edoardo Bennato, D.Silvestri, Buscaglione, Gaber, Miles Davis, Pink Floyd, Cremonini, Sikitikis, Caparezza, Kimbra, Alt-J.

Associati ad capocchiam perché non c’è niente di male nel passare dal grande classicone ad un pezzo ultra moderno. Ascoltiamo un sacco di roba, nessun filo conduttore. Ascoltiamo ciò che riteniamo bello. Dalla è bello, De Gregori è bello, i Marta sui tubi, alcuni dischi dei Muse, One Hot Minute dei Red Hot è bello. Possiamo fermarci? Potremmo andare avanti per ore.

 

 C’è un album, o una canzone, o la frase di una canzone di cui non potreste mai fare a meno?

“Smisurata Preghiera”

 

Negli ultimi mesi si è parlato tanto, a seguito delle parole del ministro Franceschini, di portare i testi delle canzoni nelle scuole (cosa che in verità facevano già molti anni fa i professori di chi scrive n.d.a.). Cosa ne pensate?

Eravamo piccolini, era il primo concerto auto-organizzato da noi studenti al liceo classico F.Durante di Frattamaggiore (Na) dal quale provengono due componenti di questa band, suonammo Canzone del Maggio insieme agli amici della ex Dioniso Folk Band (ora Blindur) suggerendo al parco docenti di inserire i testi di De Andrè come materia di studio. Se la cosa fosse ampliata a diversi autori sarebbe solo meglio. Come non essere d’accordo? È shockante che Franceschini abbia avuto un’idea così semplice dopo così tanti anni di politica. Ma è già qualcosa.

 

Vincitori di diversi festival, open act di eventi importanti, quali sono i vostri obiettivi futuri?

Continuare a suonare tanto come abbiamo sempre fatto, girando il Paese il più possibile. Continuare a sorridere. Continuare, magari, a vendere dischi che a prescindere da noi sarebbe un segnale importante.

 

Dove potremmo vedervi live prossimamente?

Le date più imminenti: venerdì 15/05 al Marianiello Jazz Cafè a SORRENTO, domenica 17/05 a Le Mura di ROMA, venerdì 29/05 al Diesis Live Pub di CASERTA

 

Per finire, a noi di ZestToday piace unire le arti… a tal proposito vi chiediamo, quale dipinto, o libro, o film, assocereste a “Sogno e Son Fesso”?

Big Fish, forse uno dei nostri film preferiti, per alcuni colori e per l’idea che il sogno è un’illusione da percorrere, perché percorrere quell’illusione fa vivere bene. È quello che fai per realizzarla, non il realizzarla in sé.

 

 

10 – Basta che mi vuoi

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