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Intervista – Il ritorno di Quetzalcoatl: il disturbo autistico tra razionalità e creatività

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Così ritornò Quetzalcoatl, labirinto 1, autismo. Un'intervista con Antonio Cassella sull'autismo, il cambiamento climatico ed il Progresso

 

Presentazione di Irene Tempestini

 

Intervista a cura di Donatella Marcovigi

 

 

Cosa si nasconde tra la realtà inflessibile e l’arte flessibile, il pensiero perfetto e la teologia meno-che-perfetta, la razionalità e la creatività, lo yang e lo yin, il sole e la luna? L’euristica logos sulle radici cognitive dei disturbi dello spettro autistico (DSA) studiata dal Dott. Antonio Cassella vede la nascita di una Terza Attenzione, il ritorno di Quetzalcoatl, ovvero un’Alleanza tra la conservazione (caratteristica dello spettro autistico) e il rinnovamento , tra la memoria autistica (prima attenzione) di ciò che è risaputo e la memoria artistica (seconda attenzione) di ciò che non abbiamo mai conosciuto, tra la computazione classica nella prima attenzione e la computazione quantica nella seconda attenzione.

Anticipando le parole che il Dott. Cassella riferirà nell’intervista  a seguire (realizzata con ammirevole competenza dalla nostra inviata in Florida Donatella Marcovigi, che ringraziamo pubblicamente), come succede ad un serpente che si nasconde sotto le pietre di una collina, gli autistici non possono lasciare la terra del mondo “sì-coatl” (sí-serpente), il lato razionale della mente umana. Mentre, come succede ad un uccello che non può sostare troppo a lungo su una duna, gli schizofrenici non possono lasciare il cielo del “no-quetzal” (no-uccello), il lato irrazionale della mente umana.

Nella prima attenzione diretta dalla computazione neurale classica, il mondo della sanità mentale e il mondo della follia sono separati tra loro come il mondo dei serpenti è separato dal mondo degli uccelli. Gli autistici non possono diventare un “coatl-quetzal” (serpente-uccello) e gli schizofrenici non possono trasformarsi in un “quetzal-coatl” (uccello-serpente).

Gli autistici e gli schizofrenici non possono navigare sulle acque ambigue del “sì-e-no”, mentre il nostro io-Quetzalcoatl si destreggia nell’ambiguità ed ha sempre la possibilità di scegliere tra il sì e il no, o di combinare estremi opposti in una nuova armonia, nel ritorno di Quetzalcoatl. Gli autistici e gli schizofrenici vedono verità sconosciute in mondi isolati, senza andare e ritornare sulla strada aperta dal dubbio e dall’inganno.

Per Zest.today è un grande onore e privilegio aver incontrato e intervistato il Dott. Cassella, che ci ha gentilmente concesso di pubblicare la sua teoria euristica logos sul DSA, argomento delicato e non senza implicazioni emotive, visto che conosciamo personalmente una ragazza bellissima, abile e affascinante pittrice, affetta da questo disturbo, e sappiamo bene che dentro quel suo mondo, che spesso viene guardato con distacco e timore, vi è una luce, bella, calda e ricca di spunti da cui attingere, ma che troppo spesso facciamo finta di non percepire, per paura o per stupida pigrizia.

Non è un argomento facile, ma vi assicuriamo che “Così ritornò Quetzalcoatl: labirinto 1, Autismo” vi trasporterà in mondi inesplorati, attraverso un viaggio nella mente che non può non lasciare segni e indurre alla riflessione sui mondi misteriosi della creatività.

 

[ Irene Tempestini, Direttore Responsabile]

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 [Donatella Marcovigi]

DOTT. CASSELLA, CHE SEGRETI COGNITIVI HA RACCHIUSO NEL SUO LIBRO “Così ritornò Quetzalcoatl: labirinto 1, Autismo”

Nei tre labirinti della Serie Così ritornò Quetzalcoatl: Un’intervista con Antonio Cassella sull’autismo, il cambiamento climatico ed il Progresso, rivedo la nascita della Terza Attenzione: l’Alleanza tra la conservazione voluta dalla prima attenzione, meno danneggiata nelle persone colpite dai disordini dello spettro autistico (DSA), e il rinnovamento voluto dalla seconda attenzione, che si allontana da ogni autistico prima che compia i tre anni.

Per esempio:

a. la memoria autistica di ciò che è risaputo, e la memoria artistica di ciò che non abbiamo mai saputo;

b. la semantica che conserva il significato delle parole, e la pragmatica che le adorna di nuove metafore;

c. la lettura ad alta voce del Rosario, e la comprensione delle sue implicazioni cognitive;

d. l’interpretazione letterale di un Testo Sacro, e gli insegnamenti nascosti dietro la lettera;

e. la lettera “a” invariabile dell’alfabeto latino, e la “b” che diventa “d”, “p” e “q” quando la ruotiamo;

f. la Teoria della relatività di Einstein, e la cromo-dinamica quantica di Murray Gell-Mann;

g. la solitudine dell’ostia consacrata prima della Consacrazione, e la proposizione di Martin Lutero al Concilio di Trento che, dopo la Consacrazione ma prima della Transustanziazione, l’ostia e il corpo di Gesù Cristo condividono lo stesso spazio allo stesso tempo.

h. l’odio di chi mette in croce un altro, e l’amore di chi benedice i suoi aguzzini;

i. i viaggi di Maometto prima di incontrare l’arcangelo Gabriele, e il suo viaggio in una stessa notte alla moschea-più-lontana-dell’universo, all’inferno e al paradiso, prima di tornare alla Mecca;

j. l’abilità di Cristo di guidare la mano di Tommaso nella sua ferita, e la sua capacità di entrare nella casa dei suoi apostoli senza aprire la porta sbarrata;

k. la rigidità del deserto di Hejaz, e la flessibilità del khumrah di paglia sul quale si inginocchiava il Profeta per benedire i bambini dell’universo;

l. i due eserciti colmi di parenti ed amici, pronti a lottare all’ultimo sangue di fronte allo sguardo angosciato di Arjuna, e la serenità del Signor Krishna, al finale del Baghavad Gita, quando loda gli eroi che superano se stessi superando un dilemma;

m. L’irreversibilità apparente della seconda legge della termodinamica quando i Signori degli Xibalba fanno a pezzetti Xbalanqué and Hunahpú nel Popol Vuh dei maya, e la sua reversibilità apparente quando i gemelli risorgono in segreto e ingannano i loro assassini, convincendoli che rivedranno i loro palazzi dopo essere stati uccisi;

n. la volontà rigida del romano Marco Terenzio Varrone, e la volontà flessibile del cartaginese Annibale Barca alla battaglia di Cannae nel 216 PEC (Prima dell’Era Comune);

o. l’amore della pietra di Gilgamesh, e l’amore della selva di Enkidu;

p. l’ubbidienza autistica di Adamo, e la disobbedienza artistica di Eva;

q. l’arhat hinayana che cerca la sua illuminazione personale, e il bodhisattva mahayana che cerca di illuminare i suoi nemici;

r. vedere un fiore di loto, e capire perché nasce dal fango;

s. la rigidità di Kong Fuzi, e la flessibilità di Laozi;

t. la chiarezza del yang maschile, e l’oscurità del yin femminile;

u. l’attenzione focalizzata nella meditazione buddista, e l’attenzione simultanea che permette al Dalai Lama, senza mai lasciare Dharamsala, di sedersi sulla sedia già occupata dallo Zio che governa da Pechino;

v. la sequenza seguita dalla freccia, e la simultaneità dell’arco che unisce e separa estremi opposti;

w. gli schiaffi del sole e le carezze della luna;

x. la piramide del Sole, e quella della Luna a Teotihuacán;

y. la computazione classica nella prima attenzione, e la computazione quantica nella seconda attenzione;

z. i viaggi di qualsiasi “coatl-serpente” sulla Terra, e il viaggio di andata e ritorno del semidio Quetzalcoatl a Venere, per arricchire alcuni di noi con il segreto della Terza Attenzione.

 

POTREBBE DIRMI CHI ARRICCHIRÀ IL SUO LIBRO?

L’euristica logos nei tre labirinti di “Così ritornò Quetzalcoatl” arricchirà tanto i ricchi che non sentono le conseguenze del loro consumo eccessivo sulla Grande barriera corallina dell’Australia, quanto i poveri che cantano “Burn, baby, burn!” per il dispiacere di non avere le ricchezze che vedono. Sono sicuro che la persona più povera al mondo non cambierebbe la sua ricchezza cognitiva per la povertà cognitiva di un autistico pieno di soldi. Oggi, ricchi e poveri, i leader maliziosi e i fondamentalisti che ubbidiscono le loro scempiaggini sono ciechi alla nascita della Terza Attenzione. Però, se leggessero “Così ritornò Quetzalcoatl”, 1. i genitori, gli insegnanti e gli amici di persone colpite dal DSA troveranno la loro Terza Attenzione e aiuteranno i loro cari a ritrovare l’uso umanistico della seconda attenzione; 2. gli studenti universitari travolgeranno ostacoli nelle loro scelte; 3. i ricconi troveranno e condivideranno il segreto dell’energia nascosta dietro i gluoni; e 3. le nazionali di calcio, baseball e cricket più indietro nel mondo arriveranno prime. Detto questo, non è detto che l’euristica logos sulle radici cognitive dell’autismo e del ritorno di Quetzalcoatl sia senza errori. Per questo, cercherò di correggere gli errori che mi fossero segnalati alla mail researchautism.1@gmail.com.

 

PUÒ DIRMI QUAL È LA RELAZIONE TRA AUTISMO E QUETZALCOATL?

Dopo aver distrutto Tenochtitlan nel 1521, Hernán Cortés implicò nelle sue lettere all’Imperatore Carlo V che gli Aztechi si erano lasciati ingannare con gran facilità. Cortés non scrisse mai che Moctezuma II, il nono tlatoani degli aztechi, aveva creduto che lui fosse il semidio Quetzalcoatl che tornava da Venere. Cinquant’anni dopo la conquista del Messico, tuttavia, il frate francescano Bernardino de Sahagún scrisse che il Discorso di Moctezuma a Cortés nel 1519 includeva due frasi in cui quel “Conquistador” era considerato l’erede legittimo della cultura azteca-náhuatl che manteneva assieme i mexica, acolhua e tepanec. In realtà, Hernán Cortés conquistò il Messico perché aveva quattro jolly in mano: 1. La memoria autistica del carpentiere che ricostruì le caravelle con le quali Cortés attraversò il lago che circondava la capitale azteca; 2. un marinaio con il vaiolo, la malattia europea che fece a pezzi la forza dei difensori di 3 Tenochtitlan; 3. l’aiuto di 150.000 alleati locali, che chiusero il somministro di acqua alla città, rafforzarono gli archibugieri e i cavalieri spagnoli indeboliti dalla sifilide americana, e massacrarono 250.000 aztechi; e 4. l’ignoranza dei mexica sul significato esoterico del ritorno di Quetzalcoatl a Teotihuacan.

Nel secolo XIII, quando alcuni mercenari mexica arrivarono nella Valle del Messico, videro le rovine di Teotihuacan, una città che era stata abbandonata 600 anni prima. I toltechi che vivevano in quella valle portarono i mexica alla vista di tre monumenti: la Piramide del Sole, la Piramide della Luna, e quella che i toltechi attribuirono a un semidio che chiamarono letteralmente “Uccello-Serpente-”, o “Quetzal-Coatl” in lingua nahuatl. I toltechi ignoravano il ruolo esoterico di Quetzalcoatl nell’universo olmeca-maya che aveva prodotto quel dio-umano. E forse non lo sapevano neanche i Signori di Teotihuacan, dal momento che il popolino bruciò le case dei sacerdoti che cercavano di sognare come frenare gli effetti di una siccità prolungata. L’ignoranza sui vantaggi dell’Alleanza tra la computazione classica di Huitzilopochtli, il dio-Sole degli aztechi, e la computazione quantica della Luna, o la sorella che Huitzilopochtli fa decapitare, è la causa della cecità di Moctezuma II al tradimento di Hernán Cortés.

La mia ricerca sul DSA mi invita a supporre che la piramide della Luna a Teotihuacán è un riflesso della dinamica cognitiva che gli autistici perdono prima di compiere i tre anni; i fondamentalisti perdono dopo i tre anni; e i geni del male che dirigono i fondamentalisti perdono prima di svegliarsi in un paradiso autistico o in un inferno schizofrenico.

 

QUAL È IL RUOLO DI QUETZALCOATL NELLA MENTE UMANA?

Come succede ad un serpente che si nasconde sotto le pietre di una collina, gli autistici non possono lasciare la sicurezza del mondo “sì-coatl”, il lato razionale della mente umana. Come succede ad un uccello che non può sostare troppo a lungo su una duna, gli schizofrenici non possono lasciare il cielo del “no-quetzal”, il lato irrazionale della mente umana. Nella prima attenzione diretta dalla computazione neurale classica, il mondo della sanità mentale e il mondo della follia sono separati tra loro come il mondo dei serpenti è separato dal mondo degli uccelli. Gli autistici non possono diventare un “coatl-quetzal” (serpente-uccello) e gli schizofrenici non possono trasformarsi in un “quetzal-coatl” (uccello-serpente). Gli autistici e gli schizofrenici non possono navigare sulle acque ambigue del “sì-e-no”, nel mondo della seconda attenzione diretto dalla computazione quantica. Il nostro io-Quetzalcoatl, invece, naviga con facilità la corrente dell’ambiguità; ma deve pur tornare al porto-del-sì o al porto-del-no. Risulta troppo pericoloso cantare senza sosta “Quizás, Quizás, Quizás” con Nat King Cole sul mare della computazione quantica.

 

PERCHÉ GLI AUTISTICI NON COMPRENDONO LA COMPUTAZIONE QUANTICA?

Gli autistici non comprendono il dubbio. Anche se possono sviluppare tic pazzeschi, l’io esplicito degli autistici non può trasformarsi in un “serpente-uccello” in cerca della pazzia virtuale. Solo la velocità infinita di Quetzalcoatl permette al nostro io implicito di abbracciare simultaneamente il sì- autistico ed il no-schizofrenico quando navighiamo lungo la corrente della parola “chissà” fino alla scritta “lasciate ogni speranza o voi che entrate!” Solo la velocità infinita di Quetzalcoatl ci permette di rubare una nuova melodia alla malizia del diavolo, o di riceverla dalla grazia dell’arcangelo Gabriele, prima di tornare al mondo familiare come un “uccello-serpente”. 4 Capire ed aiutare gli autistici porta ad apprezzare l’alleanza tra le memorie vecchie custodite nel porto dell’io esplicito e le memorie nuove portate a casa dalle navi dell’io implicito.

L’iperspazio (o superspazio) di andata della coerenza quantica tra la Terra e Venere e l’iperspazio di ritorno della decoerenza quantica potrebbero essere presi metaforicamente come un mare tempestoso attraversato da tachioni sognatori più veloci della luce. Non andrà mai bene consegnare il mare dei nostri tachioni ribelli ai bradioni leali di un tiranno, come fecero i 6 “stans” dell’Asia Centrale quando consegnarono il Mare di Aral ai neuroni-specchio di Stalin. I neuroni-specchio conservano la nostra memoria alla velocità subluminale della luce del Sole.

I tachioni di Quetzalcoatl, invece, si appoggiano alla velocità superluminale della luce di una Luna curiosa e nostalgica per trovare nuovi tesori di conoscenze al bordo della pazzia, e poi condurli al porto custodito dai bradioni della prima attenzione. Come successe a Vincent van Gogh, i nostri sogni di gloria potrebbero avverarsi dopo essere diventati pazzi, o dopo essere morti—come lo testimonierebbe il fantasma di Georges Bizet (Carmen). In verità, ogni artista sogna che i suoi incontri con la terza attenzione attrarranno l’attenzione simultanea dei tachioni di una donna favolosa. Leonardo da Vinci, per esempio, racchiuse il segreto della Terza Attenzione nel sorriso enigmatico di una donna: Monna Lisa.

 

QUAL È IL SIGNIFICATO DEL SORRISO DI MONNA LISA?

Il sorriso di Lisa del Giocondo denota tanto la curiosità che impulsa la nave della coerenza quantica a lasciare il mondo conosciuto quanto la nostalgia che impulsa la nave della decoerenza quantica a tornare al mondo che diamo per scontato. Tanto nel viaggio di andata della curiosità quanto nel viaggio di ritorno della nostalgia, il mare della computazione quantica sostiene la nostra visita simultanea al mondo dell’autismo e al mondo della schizofrenia. Da una parte, la curiosità nel sorriso della Monna Lisa nasconde la velocità infinita del pensiero nell’Ubiquità della coerenza di chi si trova in mondi opposti allo stesso tempo, prima di girare attorno allo zero trascendente della Coincidenza.

Dall’altra parte, la decoerenza è qualcosa di più della speranza nascosta nella nostalgia del sorriso della Monna Lisa. Nel 1950, Nat King Cole cantò in Mona Lisa: “Many dreams have been brought to your doorstep!” (“Molti sogni bussano alla tua porta!”). Nat King Cole intuì che Monna Lisa riflette il mondo dei sogni che diventeranno realtà, la creazione, la Complementarità tra la computazione classica e la quantica, ed il ritorno di Quetzalcoatl. Quando lo spaziotempo illuminato dalla luce abbraccia l’iperspazio annerito dalla velocità infinita dei neutrini, quando i bradioni abbracciano i tachioni, e i partner abbracciano i super-partner, allora la prima attenzione abbraccerà la seconda attenzione nella nascita della Terza Attenzione e nella fuga definitiva di Clint Eastwood da Alcatraz.

 

SA DI QUALCHE OPERA DOVE LEONARDO, NO CLINT EASTWOOD, ABBIA SPIEGATO L’ARMONIA DELLA CREAZIONE?

Leonardo spiegò il funzionamento dell’universo e della mente umana nel suo disegno dell’Uomo Vitruviano. Devo ricordare che nel 1414 l’umanista Poggio Bracciolini trovò nel monastero di Montecassino una copia del libro De Architectura di Marco Vitruvio Pollio. Leonardo rimase affascinato dal fatto che anche Vitruvio aveva guadagnato la sua pensione come ingegnere militare. Vitruvio disegnò l’anello tra la circumvallatio e la contravallatio intorno ad Alesia, che difese Giulio Cesare dagli attacchi di Vercingetorige chiuso in quella città, e di suo cugino Vercassivellauno accorso in suo aiuto dall’Arvernia. Le armi letali con cui Cesare smembrò o vendette come schiavi milioni di galli furono probabilmente disegnate da Vitruvio. Leonardo accettò la conclusione di Vitruvio che la simmetria del corpo umano riflette la relazione tra il circolo ed il quadrato. Leonardo capì che la diagonale irrazionale del quadrato ed il quoziente irrazionale tra qualsiasi circonferenza e il suo diametro impediscono la trasformazione di un circolo in un quadrato, e viceversa, mediante un righello ed un compasso. Per quello, centrò il circolo nell’ombelico del suo Uomo di Vitruvio; ed il quadrato, nel vertice del triangolo sormontato dai suoi due recipienti genetici.

 

PUÒ SPIEGARE IL VIAGGIO DELLA CREAZIONE NASCOSTO NELL’UOMO VITRUVIANO?

La decisione di Leonardo di separare il circolo dal quadrato porta a distinguere i quattro momenti della creazione. Siccome non abbiamo di fronte il disegno dell’Uomo Vitruviano, potrei avvalermi del suo aiuto se lei si togliesse le scarpe, senza far caso agli sguardi incuriositi dei clienti di questa Libreria-Caffè!

 

CHE DEVO FARE?

Appoggi il suo piede destro su questo sgabello a sinistra, e il suo piede sinistro su questa panchetta alla mia destra; alzi le braccia stese, e metta la punta delle sue mani a livello delle radici dei suoi capelli, come se fosse la lettera “X”. Adesso immagini che i suoi piedi separati riposino su un circolo, mentre i diti medi delle sue mani estese sfiorano la parte superiore di quello stesso circolo. Immagini anche che, oltre al circolo, le sue dita tocchino i due vertici superiori di un quadrato, il cui lato inferiore sopporta i due sgabelli sul pavimento dello studio, mentre il lato superiore riposa sulla sua testa. Finalmente, assuma che la “X” del suo corpo rappresenta l’avatar “Legge” dell’Uomo Vitruviano, la conoscenza condivisa, ed il lato autistico dell’universo.

Siccome le pesano le braccia, le scenda pure a livello delle spalle, strisciando le sue dita contro i due lati del quadrato. Le sue mani hanno lasciato il circolo mentre lei strisciava i lati del quadrato; ma i piedi delle sue gambe aperte riposano ancora sul circolo sostenuto dai due sgabelli appoggiati sul quadrato. Siccome lei si trova in parte nel circolo ed in parte nel quadrato, in questo momento lei è un riflesso della cresta di una montagna, o l’avatar “Montagna” dell’Uomo Vitruviano. Un buon esempio, e la rigidità orizzontale della “Cuchilla del Niño” (“Cresta del Bambino”) senza nubi, quando questa montagna ammira con certa invidia le curve della amazzoni a cavallo che partecipano alla cavalcata annuale celebrata a Zea, nelle Ande venezuelane. Mantenendo le braccia stese, scenda pure dagli sgabelli ed unisca pure i suoi piedi sul pavimento. Lei è diventata la “Croce”.

Le sue mani toccano i lati del quadrato e i suoi piedi riuniti riposano simultaneamente sul quadrato e sul circolo. La Croce appartiene fondamentalmente al quadrato, o al lato schizofrenico dell’universo: Lei è impazzita! Manca solo un’emanazione dell’Uomo Vitruviano. Alzi le braccia e mani nella posizione iniziale della Legge. Siccome le sue mani sfiorano il circolo ed il quadrato e i suoi piedi riuniti calpestano tanto il circolo come il quadrato, il suo corpo appartiene simultaneamente al circolo della sanità mentale e al quadrato della pazzia. Lei si è trasformata nell’“Aquila” olmeca: la Terza Attenzione universale che riunisce la computazione classica e la quantica, la memoria dimenticata dagli Alzheimer, e la memoria dimenticata dagli autistici.

 

 

MENTRE SCENDO LE BRACCIA, OSO DOMANDARE, QUAL È IL SIGNIFICATO ESOTERICO DEI QUATTRO AVATAR DELL’UOMO VITRUVIANO?

La Legge rappresenta il circolo razionale adorato dagli autistici; il lato autistico della mente umana; la computazione classica; le conoscenze date per scontate; ed il coatl degli aztechi. La Montagna rappresenta il mare della coerenza quantica ed il viaggio di Quetzalcoatl dal circolo del coatl-sì al quadrato del quetzal-no. La Croce rappresenta il quadrato irrazionale del quetzal; cioè, l’inferno dove cerchiamo nuovi tesori di conoscenza strizzando l’occhio al diavolo, o ascoltando le poesie di Gabriele. Finalmente, l’Aquila è una metafora del ritorno di Quetzalcoatl, dal quadrato della pazzia-quetzal al circolo della sanità-coatl, con la rivelazione di un segreto.

Nel Campionato Mondiale di Calcio del 2006, per esempio, il circolo dell’italiano Marco Materazzi lanciò un insulto amaro nel quadrato del francese Zinedin Zidane; e il circolo di Zidane piazzò una testata pazzesca nel quadrato di Materazzi. Quei due giocatori misero in pericolo l’integrità della Montagna e della Legge. La perdita definitiva del lato artistico e del lato autistico del se stesso diventò realtà nel caso dell’attore Bela Lugosi, quando riuscì a contare esattamente il numero dei globuli rossi del Conte Dracula. La nostra Montagna cerca la Grazia dell’Arcangelo Gabriele; però, non possiamo scartare l’incontro con la malizia del diavolo. Leonardo, per esempio, inventò nuove armi con l’aiuto del diavolo; e dipinse La Natività sotto l’incantesimo di Gabriele.

 

NON HO MAI SENTITO PARLARE DELLA NATIVITÀ! DOV`È  CONSERVATA?

Il quadro della Natività si trova nella Chiesa di Santa Maria dei Canali a Tortona, vicino a Milano. La Natività è attribuita a una evanescente Scuola Leonardesca. Preferisco credere, invece, che La Natività è la pittura di Leonardo da Vinci che Ludovico il Moro promise all’Imperatore Massimiliano I quando sposò sua nipote, Bianca Maria Sforza. La Natività non fu inviata mai a Massimiliano perché quel capo del Sacro Impero Romano spese la dote di Bianca in un battibaleno. Nel 1499, le mani bucate di Massimiliano e del Moro smorzarono lo spirito di combattimento dei mercenari svizzeri malpagati da Ludovico quando si trovarono di fronte i mercenari svizzeri ben pagati dal Re di Francia, Luigi XII. Ecco le mie ragioni.

1. I due angeli che benedicono la scena si trovano dentro la stalla, ma hanno le gambe immerse in una nube che si trova fuori della stalla. Questa trovata di Leonardo riflette il principio quantico dell’Ubiquità, per cui un oggetto può trovarsi in posti separati simultaneamente.

La Natività di Tortona Leonardo da Vinci attribuita

Leonardo da Vinci (attribuito), La Natività, Tortona

2. Poi, il fatto che le gambe degli angeli siano immerse in una nube riporta al principio quantico della Coincidenza, secondo il quale oggetti separati possono condividere lo stesso spazio allo stesso tempo. Nel campo della computazione classica, il principio dell’Impenetrabilità—o il principio di Esclusione di Pauli in fisica quantica—impedisce che io entri in questa Libreria-Caffè attraversando una parete di vetro, il che nega la Sovrapposizione. Alla stessa maniera, il principio della Località smorza la voglia di un oggetto di spostarsi a mondi opposti simultaneamente—fenomeno che nega la realtà dell’Entanglement. Nella Natività, i principi dell’Ubiquità e della Coincidenza, o dell’Entanglement e della Sovrapposizione, centrati nei due angeli, sono espressi anche nell’apertura tra l’indice e il pollice nelle mani di Giuseppe, di Maria e Gesù.

Per l’Ubiquità, infatti, il vertice del triangolo di quell’apertura si trova simultaneamente 7 in due rette; e, per la Coincidenza, le rette del pollice ed indice aperti condividono lo stesso spazio allo stesso tempo nel loro incrocio. Giuseppe simbolizza la computazione classica della prima attenzione; Maria, la computazione quantica della seconda attenzione; e Gesù, la Terza Attenzione. Da qui le parole di Elisabetta a sua cugina Maria nel secondo Mistero Gaudioso del Rosario: “Sii benedetta tra le donne e sia benedetto il frutto del tuo ventre, Gesù”. Nella Natività che soddisfa il Terzo Mistero Gaudioso del Rosario, il passaggio dall’indice al pollice dei tre personaggi può prendersi come un simbolo dell’euristica logos.

 

COME È ARRIVATO ALLA FORMULAZIONE DELL’EURISTICA LOGOS NEI SUOI SCRITTI?

Cominciai con la comparazione dei dilemma superati da Annibale nel passaggio delle Alpi nel II secolo PEC, che mi avevano colpito nei miei studi liceali in Italia, coi dilemmi superati da Simón Bolívar col passaggio delle Ande nel secolo XIX, che mi avevano colpito nei miei studi liceali in Venezuela. Quando studiavo Ingegneria del petrolio a LUZ (La Universidad del Zulia) a Maracaibo nei primi 60’, il professore messicano di filosofia García Díaz mi mostrava di notte la logica polivalente delle proposizioni equivoche proposta dal vescovo del secolo XIV Alberto di Sassonia.

Dopo che Petróleos de Venezuela mi trasferì a Caracas nel 1983, il professore di filosofia presocratica Angel Cappelletti dell’Università Simón Bolívar mi aiutava di notte a rivedere la filosofia della certezza voluta da Parmenide di Elea e la filosofia dell’ambiguità voluta da Eraclito da Efeso. Nell’89, un gruppo di medici del Boston’s Children precisarono l’attaccamento alla certezza del mio ultimo figlio di due anni e la sua incapacità di maneggiare le proposizioni ambigue dell’attenzione congiunta. Quando PDVSA mi inviò per tre anni al CEEPR (Center for Energy and Environmental Policy) del MIT a Cambridge (MA) nel 1994, di giorno lavoravo al MIT sulla matrice di crescita globale fino al 2060; e di notte andavo a Harvard per investigare le radici cognitive dell’autismo. Lo scienziato psicolinguista Alfonso Caramazza e la neuropsicologa Helene Tager-Flusberg mi aiutarono ad analizzare la performance di 16 soggetti autistici e due geni in situazioni trasparenti ed in situazioni velate. Durante una tempesta di neve a Sharon (MA) nel 1997, però, mio figlio decenne mi fece capire una mattina cos’era l’autismo e l’intelligenza sociale.

 

COSA SUCCESSE NEL 1997?

Alle sei di un mattino nevoso, domandai a mio figlio se voleva bere succo d’arancio o latte; mi rispose che voleva latte. Prima di dargli il bicchiere di latte, gli indicai il succo d’arancio e gli domandai se voleva il latte o il succo d’arancio; mi rispose che voleva il succo d’arancio. La curiosità mi portò a scambiare più volte i termini del dilemma, il che mi obbligò a prendere nota che mio figlio avrebbe scelto sempre l’ultimo termine di un dilemma perché non riusciva a prendere in considerazione parole o mondi in collisione, come avevano previsto Parmenide, Kong Fuzi, e la Legge dell’Uomo Vitruviano.

La difficoltà di mio figlio di seguire la rotta quantica tracciata da Eraclito, Laozi, Kong Fuzi, Alberto di Sassonia e la Montagna dell’Uomo Vitruviano mi permise di comprendere l’amicizia della computazione classica con la computazione quantica nascosta nella mia mostra. Di ritorno a Caracas, dal 1998 al 2001 il professore José Padrón della UNESR (Universidad Experimental Simón Rodríguez) mi aiutò a ricercare le radici cognitive del discorso spontaneo nel dottorato in Educazione. Negli ultimi 15 anni, ho riunito esempi della simultaneità quantica in Italia, in Venezuela, e negli USA. 8 Nel 2013 mia moglie organizzò in un rifugio delle Ande Venezuelane un’intervista di tre giorni, sull’autismo, il cambio del clima ed il Progresso. L’euristica logos riportata nell’intervista è riflessa negli esempi dei tre labirinti della Serie Così Ritornò Quetzalcoatl. L’anno scorso ho riveduto l’intervista prima di procedere alla sua pubblicazione in spagnolo, inglese ed italiano.

 

PERCHÉ HA VOLUTO RIPORTARE L’EURISTICA LOGOS IN FORMA DI INTERVISTA?

Gli insegnamenti di Don Juan nei primi ’70, ed i libri di Harry Potter nei primi 2000, mi fecero capire che l’io creativo viene su in una conversazione spontanea. Nei miei libri, mostro come il Progresso dipende più dalla stupefacente eroina nascosta nella mente di Don Juan e della scrittrice J. K. Rowling, che dalla stupefacente eroina estratta dai prati di papaveri afgani. Fin dalla fondazione di Gerico nel 9.000 PEC, il nostro lato artistico non ha mai benedetto la distribuzione di idee fisse e di stupefacenti ai ratti rifugiati nelle città. Le memorie delle conoscenze lecite, immagazzinate nelle città e nella nostra corteccia associativa, sono simultaneamente necessarie e insufficienti. Il nostro lato autistico non può superare l’alleanza malevola della corteccia cerebrale con la corteccia cerebellare del supercriminale “Lex” Luthor (la nemesi di Superman) con armi di distruzione massiva, l’inquinamento dell’atmosfera terrestre e la perdita delle foreste, degli acquiferi fossili, dei banchi di pesca oceanici, e delle specie libere. Nel 2007, una lettera del Senatore Edward Kennedy dai Comuni di Boston mi ha portato ad abbracciare la missione di proteggere i Comuni della Terra dall’amore eccessivo di Lex Luthor per la carne di cervo e frutti di mare oceanici.

 

IN CHE FORMA È STATO MOTIVATO DAL SENATORE EDWARD KENNEDY?

La lettera che Kennedy mi scrisse due anni prima di morire è racchiusa nell’Appendice del primo labirinto di Così ritornò Quetzalcoatl. Il suo ottimismo mi ha spinto a chiedere in prestito a Wonder Woman il sul lazo della verità per integrare le nostre imprese creative dal 9.000 PEC in una forma che porti gli studenti avveduti ad alzare la testa ed i leader pentiti ad abbassarla.

 

CONCLUSIONE.

Dottor Cassella, La ringrazio per la sua franchezza dell’immaginazione del suo Quetzalcoatl! Mi auguro che ci siano lettori interessati ad ingrandire le sue idee su come riunire in vie umanistiche la cecità del nostro lato autistico con la malizia del nostro lato artistico!

 

NOTA BIOGRAFICA

Antonio Cassella, Dottore in Educazione (Ricerca e Insegnamento).

http://www.springerreference.com/docs/biopage/99615.html.

Antonio Cassella è nato in Etiopia nel 1940. Studiò nel Liceo Guglielmo Marconi (Chiavari, Italia) e nel Liceo Baralt (Maracaibo, Venezuela). Nei 60’, fece ricerche a LUZ (La Universidad del Zulia en Maracaibo) con Adolfo García Díaz sulla logica delle proposizioni inequivoche  di Parmenide y la logica di proposizioni equivoche di Alberto di Sassonia. Nel 1965, LUZ gli concesse il grado de Ingegnere di Petrolio. Dal 1965 al 1983, lavorò nello sviluppo di campi di petrolio e gas del Lago de Maracaibo.

A metà degli 80’, Cassella ricercò con Angel Cappelletti nella Università Simón Bolívar in Caracas le radici dell’ambiguità nei frammenti di Eraclito. Nel 1984-1987, ricercò a Lagoven S.A. in Caracas l’ambiente venezuelano e i mercati globali di energia. Nel 1988-1993, ricercò a PDVSA (Petróleos de Venezuela Sociedad Anónima), l’aumento del potenziale di produzione di petrolio, uso del gas libero, e la produzione di petrolio sintetico della Fascia dell’Orinoco.

Nel 1994, Cassella entrò al CEEPR (Center for Environmental Energy and Policy Research) del MIT (Massachusetts Institute of Technology) a Cambridge (MA) come scienziato in visita. A metà del 1997, completò la sua ricerca sui mercati globali di energia per il periodo 1996-2060, infuocando le conseguenze dell’aumento nel consumo di energia nella Cina e in India. Nel Giugno del 1997, ricevette la Maestria ALM in psicologia, il Premio Thomas Small, e il premio “Tesi Straordinaria nelle Scienze Naturali e Umane” dall’Università di Harvard per la sua ricerca quantitativa sulle cause neuropsicologiche dell’autismo.

Nel 2001, ricevette il Dottorato in Scienze dell’Educazione (Ricerca e Insegnamento) dall’Università UNESR (Universidad Nacional Experimental Simón Rodríguez) in Caracas per la sua ricerca sulla semiotica del linguaggio umano e dell’intelligenza sociale. Fino al 2013, ha consigliato la Cátedra Libre de Autismo de LUZ. Dal 2007 al 2013, diresse IMERISYA (Instituto Merideño de Investigación del Autismo y de la Inteligencia Social) a San Miguel, Zea (Mérida, Venezuela). Dal 2014, Antonio Cassella dirige Research Autism in Florida.

 

PUBBLICAZIONI

Cassella, Antonio. Self-other differentiation and self-other integration from the perspectives of language development and autism. Unpublished master’s thesis. Hollis: 010077476. Harvard University Archives Harvard Depository HU 88.25.1997.66. Harvard University, Cambridge, Mass, 1997.

Cassella Antonio. Lifestyle and energy use in the XXI century: An eco-systemic and cognitive view. MIT (CEEPR), Cambridge, MA: 1998.

Cassella, Antonio. Fundamentos cognitivos y semióticos de la creatividad: Aportes del Autismo. Tesis Doctoral. Universidad Nacional Experimental Simón Rodríguez (UNESR), Caracas, 2000.

Cassella, Antonio. El desarrollo de la inteligencia social: Aportes del autismo. Maracaibo, Venezuela: Ediluz, 2002a.

Cassella, Antonio. The Flameless Fire: From autism to creative intelligence. Quincy (MA): Logosresearch, 2002b.

Cassella, Antonio. Autism and the return of Quetzalcoatl, Melbourne, FL: Logosresearch, 2003.

Cassella, Antonio. “Readjusting what we know with what we imagine.” In Human ecology economics: A framework for global sustainability, edited by Roy Allen, 230-257. London: Routledge, 2008.

Cassella, Antonio. “Autism and the interplay of deterministic and quantum information processing in the act of creation.” Neuroquantology, no 9 (June 2011): 271-287.

Cassella, Antonio. “A heuristic view of the neurobiological correlates of classical and quantum neural computing from the perspective of autistic syndrome disorders.” Neuroquantology, no 11 2013a 11(2): 314-331.

Cassella, Antonio “Psychological roots of social and linguistic deficiencies in autism and the distinction between classical and quantum neural computing.” In The comprehensive guide to autism, edited by Vinood B Patel, Victor R Preedy, and Colin R Martin, London: Springer, 2013b, p. 1219-1242.

Cassella, Antonio. “Neurobiological correlates of classical and quantum neural computing from the perspective of autism.” In The comprehensive guide to autism, edited by Vinood B Patel, Victor R Preedy, and Colin R Martin, London: Springer, 2013c, p. 865-890.

Cassella, Antonio. Thus returned Quetzalcoatl: Labyrinth 1, autism. Melbourne (FL): Research Autism/Amazon-kindle, 2015.

Cassella, Antonio. Así regresó Quetzalcóatl: Laberinto 1, autismo. Melbourne (FL): Research Autism/Amazon-kindle, 2015.

Cassella, Antonio. Così ritornò Quetzalcoatl: labirinto 1, autismo. Melbourne (FL): Research Autism/Amazon-kindle, 2015.

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