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Andrea Pezzi e il nuOVO che avanza

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Intervista al noto conduttore televisivo, ora editore

andrea pezzi

di Riccardo Tronci

 

Andrea Pezzi, da conduttore televisivo a  «battitore in TheOutplay». Un nome, TheOutplay che richiama le soluzioni offerte agli operatori del mercato in cui opera per vincere, così come il comando per avviare un VIDEO: play. E’ infatti proprio intorno al VIDEO online che si sviluppa tutto il modello di business della società di Andrea Pezzi che, tra le varie attività, è anche editore di OVO.com enciclopedia e cultura come business e resistenza dell’individuo.

 

 

Tokusho era emblematico di una generazione, l’unico programma per cui restavi in casa volentieri. Poi Kitchen, Sushi, Pezzi di…, un percorso di interviste e scorci di mondo ironici, attraversati con curiosità ed eclettismo. Poi, niente. Andrea Pezzi era uno di quelli destinati a stare sul palcoscenico per anni, a diventare icone televisive, fare moda, tendenza, lanciare talenti, uno di quelli che presentano un libro di barzellette o uno scialbo romanzo sull’amore ed hanno la coda fuori dalla Feltrinelli. Oppure no. Andrea Pezzi dopo aver bucato il teleschermo in più occasioni, scompare, e lo fa perché avevo voglia di misurarmi con delle sfide diverse e superiori per complessità“.

 

 

Come qualcuno che al successo, alle luci della ribalta preferisce nuove sfide, la curiosità, il talento vero.Mi sono sempre rifiutato di diventare un professionista dell’intrattenimento e della cultura. Quello che ho fatto e che faccio è sempre conforme alla curiosità che sento viva in quel particolare momento della mia storia. In questo senso l’evoluzione del mio lavoro è semplicemente il frutto della mia crescita come persona“.

ovo.com

Anteprima di OVO.com

 

Andrea Pezzi figlio di un operaio e di una casalinga, Andrea Pezzi veejay, Andrea Pezzi consulente di marketing e non solo, Andrea Pezzi scrittore (per davvero, ma con un vero libro, “Fuori programma” edito da Bompiani nel 2009), Andrea Pezzi Amministratore Delegato di TheOutplay, un Gruppo che ha una library proprietaria di oltre 1.400 video approvati da Treccani, che trattano di scienza, arte, politica, storia, sport e quindi cultura e che si inseriscono, da OVO.com, nella rete per poi essere distribuiti in una dimensione “liquida” attraverso i già 5000 siti nazionali e internazionali e 45 milioni di utenti unici. TheOutplay ha, inoltre la prima piattaforma al mondo di content & audience exchange per la distribuzione e lo scambio di video tra editori e produttori di contenuti e soluzioni di Data Intelligence per la profilazione di qualità dell’audience.

 

 

Cultura. In un paese che per decenni ha ribadito anche dagli scranni ministeriali che “con la cultura non si mangia”. E’ davvero possibile fare cultura in Italia, quali limiti si incontrano?

Bisogna intendersi sul termine cultura. Se parliamo di cultura viva, ovvero di una cultura capace di restituire protagonismo e individualità all’individuo, consentendogli una crescita tanto interiore quanto esteriore, le resistenze che si incontrano sono sempre l’effetto di una strutturale resistenza del sistema sociale di riferimento. Nessuna società e nessuna istituzione può tollerare davvero la libertà dell’individuo eppure è solo nel confronto con la società che l’individuo può liberare se stesso“.

 

 

Possibile, forse, una cultura che prova ad affrontare le resistenze sfruttando canali nuovi, offrendo strumenti alternativi,Internet e la televisione sono dei mezzi. La cultura che questi mezzi trasportano può essere positiva o negativa per la persona. La responsabilità più grande resta al fruitore“.

 

 

La responsabilità è nelle mani di chi produce cultura, ma anche di chi ne dispone. Interessante, ad esempio, confrontare i volumi di ricerca su OVO italiani ed esteri:La parte politica ed economica è molto ricercata in Italia mentre nel resto dell’Europa l’attenzione è principalmente concentrata sulla storia e l’arte. In generale lo sport resta la costante priorità di tutti…”

 

 

E quale impatto ha avuto Ovo sulla società? Quali sono i volumi di ricerche, il movimento che si è creato?In una prima fase non abbiamo spinto troppo su ovo.com perché i nostri contenuti avevano una vita preferenziale sui siti dei nostri partners. Oggi che la strategia di distribuzione è molto evoluta possiamo definitivamente aprirci di più e con il nuovo OVO.COM vedremo quale movimento riusciremo a creare“. Il lancio della nuova versione dell’enciclopedia è appena avvenuto e, vogliamo approfondire in cosa questo nuovo canale informativo si differenzia dalla sua precedente versione: “Il nuovo sito è totalmente aperto e con un tocco di attualità capace di renderlo sempre nuovo e funzionale alla lettura del mondo. Sarà un sito capace di ascoltare gli utenti e di fornirgli nuovi strumenti per diffondere cultura e valori sui propri canali social. #ovospirit, ad esempio, è la sezione che contiene le segnalazioni dei video tratti dalla rete che le persone ritengono imperdibili e che, per noi, sono in linea con lo spirito di OVO”.  

ovo.com

Anteprima di OVO.com

 

 

Ecco che la cultura, dal consono e rassicurante sapore di biblioteca, libri e scuola, si alleggerisce, diventa attraente e si trasforma in una versione social, come qualcosa di attivo, virale, creativo e condivisibile. Ovo è semplicemente la dimostrazione che la cultura può essere anche business, che la cultura non è un brand appartenente allo Stato, anzi: Il grande problema dell’Italia è che per fare cultura bisogna fare impresa culturale e, almeno inizialmente gli investimenti più innovativi hanno bisogno di aiuti statali. Questo stato di cose produce il circolo vizioso che conosciamo. Si è fatto troppo clientelismo in passato ed oggi, basta toccare lo Stato per essere strumentalmente sottoposti all’inquisizione mediatica. Per un imprenditore serio è impensabile lavorare con lo Stato proprio perché si rischia di finire male senza colpe. Noi siamo un esempio di progetto culturale autosufficiente e privato, ma siamo stati fortunati“.

 

 

E tuttavia le origini indelebili del popolo italiano riaffiorano sempre, nella solita scontata domanda valida sulle sdraio estive come dentro i pub invernali: l’Italia potrebbe davvero vivere esclusivamente di cultura? Certamente. L’Italia potrebbe non aver bisogno di altro. Per fare della cultura un asset reale bisognerebbe prima però rifondare per intero il sistema Italia”“.

 

 

Tuttavia niente è mai facile, le cifre parlano di una disoccupazione giovanile orbitante intorno al 45%, come può una intera generazione decidere di scommettere su se stessa, abbandonare una morale di causa persa e rifiutare l’idea di essere persone parcheggiate? Non si può generalizzare. Avere successo non è difficile come sembra. La vita è una questione di priorità e di scelte. Chi fa sacrifici e non perde tempo è avvantaggiato. Ci sono tanti giovani che passano le giornate a lamentarsi, a credere alla crisi, a farsi canne, danno il primato al sesso o al divertimento.Ragazzi che non investono tempo ed energia in relazioni di valore. 

 

 

Tendenzialmente questi giovani tendono anche a non mettersi mai in discussione e tipicamente non sopportano che qualcuno gli dia lezioni di vita. Poi però esiste anche tutta un’altra specie di giovani, che hanno idee e non sono rassegnati a “subire”. Sono quelli a cui mi piace pensare di parlare anche con il nostro OVO.com Da parte mia, io non mi sono mai lamentato, non ho mai creduto a quello che dicono le statistiche ed i giornali, ho sempre messo tutto in secondo piano le donne ed il divertimento perché avevo chiaro che gli amici e le donne erano possibili solo a partire dal mio successo personale.

 

 

Ho sempre cercato maestri e persone capaci di insegnarmi. Non ho mai preteso di ricevere lezioni ma ho ascoltato e mi sono messo a disposizione di tutti quelli che potevano essermi d’aiuto per crescere. In generale ho sempre avuto chiaro che le persone ti cercano solo se sai essere un buon affare per loro, se sai essergli utile. Ho fatto del mio meglio. In generale tutti gli uomini realizzati che ho conosciuti hanno in effetti queste caratteristiche in comune“.

 

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