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Nelle stanze di Michelucci. Collezioni del Novecento

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Inaugurata oggi la mostra con 62 opere tra dipinti e sculture e una ventina di libri d’artista

ardengo soffici campo d'autunno

di Redazione

E’ stata inaugurata oggi la mostra Nelle stanze di Michelucci. Collezioni del Novecento  negli uffici della ex Cassa di Risparmio di Firenze aperti per la prima volta al pubblico, dopo essere stati restaurati, e situati in uno dei più importanti complessi dell’architettura moderna in Toscana, la ex sede della Cassa di Risparmio di Firenze progettata negli anni Cinquanta da Giovanni Michelucci ed oggi sede dell’Ente CRF. La mostra resterà aperta fino all’11 novembre ed è promossa dall’Ente Cassa di Risparmio di Firenze che cura, custodisce e valorizza l’ insieme di questi edifici. 

‘Nelle stanze di Michelucci’ (un progetto di Barbara Tosti a cura di Lucia Mannini, Chiara Toti, Giovanna Uzzani con la collaborazione di Emanuele Barletti) è collocata in due sale del secondo piano e presenta 62 opere tra dipinti e sculture e una ventina di libri d’artista. In una prima sezione sono esposte opere di Ardengo Soffici, Primo Conti, Lorenzo Viani, che testimoniano la prima stagione novecentesca toscana, caratterizzata da nuovi linguaggi, maturati dal connubio tra la riflessione sulla tradizione e le aperture sulle esperienze delle avanguardie francesi e internazionali. Un secondo percorso propone le opere suddivise per nuclei collezionistici o tematici o corpus di autori, tutte opere che sono state acquisite con la volontà di salvaguardare significativi capitoli della storia culturale e artistica toscana, tra cui la raccolta appartenuta ad un protagonista della cultura del 900 come Alessandro Parronchi (con opere di Mario Marcucci e Ottone Rosai) fino alle edizioni e ai libri d’artista della casa editrice e libreria fiorentina Centro Di. Interessante anche una ristretta scelta di mobili da ufficio disegnati a suo tempo dallo stesso Michelucci per gli ambienti della Banca CR Firenze, la quale ha contribuito, oltre che col prestito di questi arredi, con alcune opere della sua stessa collezione. 

 Ingresso libero  

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