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Hans Memling, l’Italia dedica una rassegna al grande artista fiammingo

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di Redazione

L’Italia dedica per la prima volta una rassegna al fiammingo Hans Memling, artista che nella seconda metà del Quattrocento, dopo la morte di Rogier van der Weyden sotto cui si era formato, divenne il pittore più importante di Bruges, cuore finanziario delle Fiandre e centro di produzione artistica tra i più avanzati dell’area fiamminga.

Protagonista assoluto del Rinascimento fiammingo, la mostra prende in esame ogni aspetto della sua opera, dalle pale monumentali d’altare ai piccoli trittici portatili, oltre ai celeberrimi ritratti, genere in cui Memling seppe perfezionare lo schema campito su uno sfondo di paesaggio, che esercitò una fortissima seduzione anche presso numerosi artisti italiani del primo Cinquecento.

La mostra si propone inoltre di approfondire le forme di mecenatismo che fecero da propulsore per la carriera dell’artista. Più di tutti i suoi contemporanei, Memling divenne il pittore preferito della potente comunità di mercanti e agenti commerciali italiani a Bruges, diventando l’erede dei venerati maestri fiamminghi ormai scomparsi, Jan Van Eyck e Rogier van der Weyden.
memling, compianto su cristo morto con donatore, 1470-75 ca. Roma Galleria Doria Pamphilj

Memling, Compianto su Cristo morto con donatore, 1470-75 ca. Roma Galleria Doria Pamphilj

Oltre a capolavori di arte religiosa provenienti dai più importanti musei del mondo, tra cui dittici e trittici ricomposti per la prima volta in occasione della mostra come il Trittico Pagagnotti (Firenze, Uffizi; Londra, National Gallery), il Trittico di Jan Crabbe (Vicenza, Museo civico; New York, Morgan Library; Bruges, Groeningemuseum) o il monumentale Trittico della famiglia Moreel (Bruges, Groeningemuseum) che spettacolare fondale del percorso espositivo al primo piano, la mostra presenterà una magnifica serie di ritratti tra cui Ritratto di giovane dalle Gallerie dell’Accademia di Venezia, il Ritratto di uomo dalla Royal Collection di Londra – prestito eccezionale della Regina Elisabetta II -, il celeberrimo Ritratto di uomo della Frick Collection di New York nonché il magnifico Ritratto di uomo con moneta romana (ritenuto l’effigie dell’umanista Bernardo Bembo) proveniente da Anversa.

 L’artista

Non si conosce nulla né dei primi anni di Memling né della sua prima formazione, se non che l’artista nacque a Seligenstadt (attuale Germania) tra il 1435 e 1440. Sebbene l’ipotesi che Memling sia stato allievo del celebre Rogier van der Weyden risalga al XVI secolo, essa non è corroborata da alcuna documentazione certa.

È senz’altro probabile che Memling abbia seguito un apprendistato di pittore a Colonia prima di iniziare a lavorare come artista itinerante nei Paesi Bassi. La sua dimestichezza con le composizioni e i modelli di Dieric Bouts e Rogier van der Weyden, chiaramente visibile nei suoi dipinti, suggerisce comunque che Memling abbia lavorato a Lovanio e Bruxelles prima di aprire la propria bottega a Bruges nel 1465.

In breve tempo, la sua diventò la bottega più prolifica di Bruges, come testimoniato dal numero straordinariamente elevato di opere giunte fino ai nostri giorni. Il successo di Memling a Bruges era in gran parte dovuto alla sua popolarità presso la comunità dei mercanti stranieri e l’aristocrazia locale. Famoso in vita tanto all’estero quanto nelle Fiandre, Memling ricevette commissioni da tutta Europa, di cui un quarto proveniente da clienti italiani. La numerosa e opulenta colonia dei mercanti italiani stabiliti a Bruges gli assicurava una redditizia committenza. Questo spiega perché le collezioni italiane possiedano più opere di Memling che di qualsiasi altro pittore fiammingo del XV secolo.

Memling, il cui nome è incluso nel 1480 in una lista dei più ricchi abitanti di Bruges, ebbe una carriera artistica prolifica e di immenso successo fino alla sua morte nel 1494, rimanendo fino ai nostri giorni uno dei più celebrati tra i maestri cosiddetti ‘primitivi fiamminghi’.

Memling. Rinascimento fiammingo

11 ottobre – 18 gennaio 2015

Roma- Scuderie del Quirinale

 

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