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Le ceramiche del cardiologo Bruno Caini per la prima volta in mostra a Firenze

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ceramica bruno caini

di Redazione

15 aprile – 15 luglio  2015

 

CERAMICA

Manifatture fiorentine 1880-1920 - Collezione Bruno Caini

Spazio Mostre Ente CR Firenze via Bufalini 6

 

“Ceramica - Manifatture fiorentine 1880-1920 - Collezione Bruno Caini” espone ceramiche e maioliche fiorentine realizzate tra il XIX e il XX secolo, appartenenti alla collezione di Bruno Caini. La mostra, visitabile dal 15 aprile al 15 luglio presso lo Spazio mostre dell’Ente Cassa di Risparmio di Firenze, è promossa da Associazione OmA (Osservatorio dei Mestieri d’Arte) ed Ente Cassa di Risparmio di Firenze, con il patrocinio di Regione Toscana, Comune di Firenze, Comune di Sesto Fiorentino, Archivio della ceramica sestese e Toscana verso Expo.

La mostra, curata da Anita Valentini con il supporto di Marina Smeralda Caini, figlia del collezionista Bruno Caini espone per la prima volta al pubblico 140 oggetti provenienti dalle sei principali manifatture ceramiche del territorio: Ginori, Cantagalli, Fantechi, Salvini, Società Ceramica di Colonnata e Arte della Ceramica-Fornaci di San Lorenzo di Galileo Chini.

Oggetti d’arredo, piatti da parata, ma anche vasi, orci e sculture. “Una raccolta degna di far parte di una sezione espositiva nazionale che rappresenti Firenze e il suo territorio nel periodo fra il XIX e XX secolo – scrive nell’introduzione del catalogo la curatrice – tanto più che ben quattro delle sei manifatture (Ginori, Cantagalli, Salvini e Arte della Ceramica) parteciparono con successo ad un’esposizione di rilievo come quella di Torino del 1898, nella quale presentarono vasi ed oggetti analoghi a quelli oggi alla nostra attenzione”.

Tra i pezzi esposti, citiamo ad esempio il ‘Il Vaso dei Gigli’ della Cantagalli anche detto vaso del ‘sindaco’ trovandosi un identico esemplare fino a pochi decenni fa ospitato nello studio del sindaco di Firenze, con decoro del giglio sterile di Francia su fondo azzurro.

Le ceramiche, come da tradizione, si rifanno nelle forme e nei decori alla grande tradizione rinascimentale italiana (Della Robbia, Urbino e Raffaello in primis), con le grottesche nei corpi dei vasi o al centro dei piatti, con le immagini femminili, le cosiddette “belle”.  Molti pezzi però presentano decori moderni, di gusto Liberty europeo, dove elementi zoomorfi e fitomorfi e immagini raffinatissime si intrecciano in un rincorrersi di forme e di decori.

Degno di nota l’allestimento che permetterà di vedere gli oggetti così come sono posizionati nel quotidiano, e dove sono state collocate dal collezionista tra pareti avorio e rosso pompeiano.

‘”Siamo convinti – osserva Giampiero Maracchi, Presidente Associazione Osservatorio Mestieri d’Arte – che i mestieri d’arte costituiscano un patrimonio immateriale di  inestimabile importanza e sono oggi più di ieri di grande attualità anche in virtù della tematica della salvaguardia del nostro pianeta che è il tema di Expo 2015’’.

“L’Ente Cassa di Risparmio di Firenze – dichiara il Vice Presidente Pierluigi Rossi Ferrini – continuerà a sostenere questo importante settore, promuovendo le competenze, incentivando la formazione giovanile e valorizzando l’innovazione”.

La rassegna è stata inserita nel calendario ufficiale degli eventi ‘La Toscana verso EXPO 2015’ e, in onore della tematica della tavola, è allestita una “tavola da parata” la cui ricchezza delle ceramiche azzurro-celesti della manifattura Cantagalli di ispirazione Savona si fonde con la sublime eleganza delle plissettature realizzate su bisso di lino.

 

Orario: lunedì – venerdì 9-19; sabato e domenica 10-13; 15-19

In occasione della Notte Bianca del 30 aprile la mostra è aperta fino a mezzanotte

Ingresso libero

Info 055 5384964/965

[email protected]

Prenotazioni visite guidate: T. 338.5901744

[email protected]

 

www.entecarifirenze.it

www.osservatoriomestieridarte.it

 

Chi era Bruno Caini, cardiologo e collezionista, nel ricordo della figlia Marina Smeralda Caini

“Quanto l’arte faccia bene al cuore non lo aveva imparato sui libri di medicina, e di certo non l’ha mai prescritto in una ricetta. È stata la sua terapia personale. Rimase colpito da quella coppia di grandi vasi azzurri 1 : imponenti, espressivi, insieme forza plastica dei guerrieri e delle arpie che forgiano i manici e delicatezza di quel colore tenue che rapisce lo sguardo.

Erano due Cantagalli, forgiati nella fabbrica fondata da Ulisse a Porta Romana; ovunque fossero stati quei due vasi in oltre un secolo di vita una cosa era certa: tornavano a Porta Romana 2 là da dove erano partiti.

Erano i primi di quella che sarebbe diventata una grande collezione in cui la tipologia degli “azzurri stile Savona” avrebbe sempre avuto uno spazio importante.

“Ho trovato un altro ‘galletto’”, mi diceva con orgoglio e soddisfazione: all’epoca, però, mi colpiva assai più questo suo stato d’animo che il nuovo oggetto. Non immaginavo ancora quanto quei “galletti” si sarebbero “imposti” nella mia vita; proprio quegli azzurri avrebbero iniziato ad accompagnare le mie serate dandomi quasi un senso di pace: credo di aver iniziato a comprendere il “sentimento del collezionista”, quella  particolare emozione che proviene dall’intima conoscenza di ogni singolo e dell’insieme, voluto e disposto in quel preciso ordine.

Successivamente – e insieme – a Cantagalli anche Chini, Ginori, Salvini, Fantechi iniziarono ad animare il suo tempo libero fra mostre, fiere e botteghe. Apprezzava spesso i dettagli: la lucertola e la ranocchia del grande vaso Ginori fondo blu, la “lanterna di Genova” 4 sulla vasca Cantagalli, le foglie a rilievo che formano i grandi manici de “Le Tre Grazie” di Salvini.

La “ricerca” di un nuovo oggetto diventava anche occasione di andar per Firenze e per la Toscana, sua amata terra di adozione, così ricca di arte sia nelle opere che in natura; non so quante volte si sia soffermato a farmi guardare la “meraviglia” di quella terra “rossa” che si scorge sulla via di Siena. Ha sempre amato l’arte in tutte le sue forme; il suo gusto innato di rado lo tradiva nel distinguere il bello ed il vero.

Alla prima mostra cui mi sono affacciata dopo la sua scomparsa, forse cercando più qualche risposta che altro, sono rimasta incredula e stordita dalla commozione che ho respirato fra gli espositori dai quali abitualmente si soffermava e si tratteneva a parlare. “Non posso dimenticare la sua grande umanità”, così mi ha salutato uno di loro con le lacrime agli occhi. Ho capito che per lui “collezionare” significava altro ed “oltre” che acquistare un oggetto.

S’intendeva di arte collezionando, così come suonava il pianoforte semplicemente  suonando,  con  quell’ “orecchio”  sorprendente  che,  insieme  ad  un grande intuito, gli faceva comprendere da sempre sia le note che i battiti del cuore nella loro più intima melodia.

Come ogni collezionista non si chiedeva mai dove avrebbe sistemato il nuovo oggetto insieme a tanti altri: dettaglio di poco conto dinanzi all’incontro con una nuova “creatura”.

Così giorno dopo giorno, anno dopo anno, è nata la collezione che oggi, grazie all’affettuoso sostegno di Anita Valentini e di Aldo Crini ed al contributo determinante ed appassionato di Maria Pilar Lebole dell’Associazione OmA, di Emanuele Barletti dell’Ente Cassa di Risparmio di Firenze e di Luigi Bicchi di ModoFiorentino, fa mostra di sé in questi prestigiosi locali.

Domani vivrà fra le pagine del catalogo quale contributo alla conoscenza degli antichi mestieri della nostra città e tributo alla memoria del medico, cardiologo e collezionista.”

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