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Dare la vita, l’arte. Michel Henry interprete di Wassily Kandinsky

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Venerdì 14 novembre 2014 alle ore 16,30 Marco Tedeschini terrà, nella Sala del Mito della Galleria nazionale d’arte moderna di Roma, la conferenza Dare la vita, l’arte. Michel Henry interprete di Wassily KandinskyLa conferenza s’inserisce nella rassegna “Arte e filosofia del ‘900”, curata da Giuseppe Di Giacomo e Maria Giuseppina Di Monte. Il ciclo proseguirà per tutto il 2014 e nel 2015 con uno o due appuntamenti mensili che si terranno di volta in volta nella Sala del Mito della Galleria nazionale d’arte moderna o nella sede del Museo Laboratorio di Arte Contemporanea dell’Università  di Roma “La Sapienza”.

 

Il progetto, nato da una collaborazione fra la Galleria nazionale e il Museo Laboratorio, vuole affrontare, attraverso un confronto interdisciplinare, i temi cruciali che hanno caratterizzato l’arte e la filosofia del Novecento.  Saranno invitati a partecipare filosofi e storici dell’arte, che a seconda del proprio punto di vista,  metteranno in  evidenza come la riflessione estetica abbia saputo far luce su aspetti controversi, novità e salienze della sperimentazione artistica e come i grandi artisti abbiano anticipato idee e problemi della filosofia contemporanea. Il lavoro degli uni e le interpretazioni degli altri saranno oggetto di un dibattito il cui scopo è di metterli in relazione in un dialogo serrato e coinvolgente che mira a rafforzare la continuità ideale fra l’azione degli artisti e la riflessione dei filosofi.

 

Marco Tedeschini

Dare la vita, l’arte. Michel Henry interprete di Wassily Kandinsky

Che senso ha l’arte? Che portata veritativa, etica, politica possiede? A domande del genere, che a buon diritto potremmo definire classiche, Michel Henry – fenomenologo francese tra i più brillanti della sua generazione – tenta di dare una risposta definitiva. A partire dall’analisi dei testi teorici e delle opere pittoriche di Wassily Kandinsky, che svolgono un ruolo paradigmatico all’interno della sua riflessione estetica, Henry porta al centro dell’arte la questione della vita mostrando, con una radicalità inedita, come l’arte stessa non sia altro che l’espressione massima della potenza della vita in noi e, in definitiva, la rappresentazione e oggettivazione esemplari di noi stessi. L’arte la vita, allora, perché la rende oggetto d’intuizione e perché le permette di trovare piena espressione, provando se stessa e la propria forza vitale nel godimento estetico. Ma l’arte dona la vita anche nel senso, per molti versi metafisico, che in essa si esprime l’essere stesso che, per Michel Henry, è ancora una volta la vita. Se il suo oggetto più proprio è la vita concepita in termini tanto ampi, l’arte si trova allora investita del compito di esporre la verità dell’essere e disporre all’etica che prescrive il suo fruitore non meno che l’artista. Per una politica diversa.

 

Marco Tedeschini svolge un post-doc in Francia presso gli Archivi Husserl di Parigi, si occupa di fenomenologia, teoria della conoscenza ed estetica. Si è occupato di fenomenologia realista. Attualmente lavora sul rapporto tra intenzionalità e senso a partire dalla riflessione di Edmund Husserl.

 

 

 

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